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NUOTO | 12 agosto 2026, 17:37

Nuoto: Coppa Byron, otto chilometri di mare aperto, Marie Claire Deanoz conquista il secondo posto nella M40

La valdostana ha chiuso in 2 ore nette la prova da Portovenere a Lerici, una delle più impegnative gare in acque libere del circuito FIN. Gli ultimi 3 chilometri, affrontati controcorrente e con mare mosso, hanno reso ancora più selettiva una competizione dal livello agonistico internazionale

A sn Marie Claire Deanoz

A sn Marie Claire Deanoz

È una sfida che unisce sport, storia e suggestione quella andata in scena nella giornata di domenica a Lerici, dove è stata disputata la Coppa Byron, una delle competizioni in acque libere più dure del circuito della FIN. Una gara che non si limita alla dimensione agonistica, ma propone agli atleti un percorso carico di significato: la partenza è fissata a Portovenere e l’arrivo a Lerici, lungo un tratto di mare che riproduce idealmente il leggendario itinerario compiuto dal poeta Lord Byron per raggiungere l’amico Percy Bysshe Shelley a Lerici.

Sono 8 chilometri in linea, senza possibilità di affidarsi a ritmi e condizioni costanti. Il percorso mette infatti alla prova resistenza, capacità di orientamento e gestione dello sforzo, richiedendo agli atleti una preparazione specifica per affrontare una prova nella quale le condizioni del mare possono incidere pesantemente sul risultato finale. Il livello agonistico è stato particolarmente elevato, con la partecipazione di nuotatori provenienti anche dall’estero, a conferma del prestigio ormai raggiunto dalla manifestazione.

A rendere ancora più impegnativa la parte conclusiva della gara sono stati gli ultimi 3 chilometri, affrontati in corrente contraria e con il mare mosso. Una fase nella quale la componente fisica ha assunto un peso determinante e nella quale ogni atleta è stato chiamato a gestire con attenzione le energie residue. In un contesto simile, riuscire a mantenere un ritmo competitivo fino all'arrivo rappresenta un risultato tutt'altro che scontato.

Tra le protagoniste della prova c'è stata anche la valdostana Marie Claire Deanoz, capace di completare gli 8 chilometri in 2h nette. La sua prestazione le ha consentito di conquistare il 2° posto nella categoria M40, portando così la Valle d'Aosta sul podio di una competizione caratterizzata da un livello tecnico particolarmente alto.

Il risultato assume un valore significativo proprio considerando le caratteristiche della Coppa Byron. Non si tratta infatti di una semplice gara di fondo, ma di una prova nella quale la resistenza deve convivere con la capacità di interpretare condizioni ambientali variabili. Il mare mosso e la corrente contraria nella parte finale hanno richiesto agli atleti uno sforzo supplementare, trasformando gli ultimi chilometri in un vero banco di prova anche dal punto di vista mentale.

Per Deanoz, il secondo posto nella M40 rappresenta quindi un riconoscimento alla costanza e alla preparazione necessarie per misurarsi con una delle prove più selettive del calendario in acque libere. Il risultato si inserisce inoltre nel percorso di valorizzazione della presenza valdostana nelle discipline di endurance, dove la capacità di sostenere sforzi prolungati e di confrontarsi con condizioni difficili costituisce un elemento fondamentale.

La Coppa Byron conferma così anche il fascino particolare delle competizioni in acque libere: discipline nelle quali il risultato sportivo si intreccia con il paesaggio e con la storia del territorio. Da Portovenere a Lerici, attraverso 8 chilometri di mare aperto, la gara rinnova ogni anno un percorso legato alla figura di Lord Byron e alla tradizione culturale del Golfo dei Poeti. In questo scenario, il podio conquistato da Marie Claire Deanoz aggiunge una nuova pagina alla presenza valdostana nello sport di resistenza, dimostrando come anche una piccola regione alpina possa trovare spazio e visibilità in competizioni di rilievo nazionale e internazionale.

pi.mi.

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