Una finale persa per pochi punti può lasciare addosso una sensazione difficile da smaltire. Per Corinne Cornaz, tennista valdostana protagonista dei tornei di seconda categoria, quella del 28 agosto 2026 al Chivasso Sporting Club è stata proprio una di quelle partite capaci di lasciare più amarezza che soddisfazione. Ma, a pochi giorni di distanza, quella delusione si è trasformata in una nuova spinta, fino alla conquista di un titolo al Tennis Club Dega di Vinovo.
Nel torneo Open di seconda categoria del Chivasso Sporting Club, riservato alle 32 migliori giocatrici, Cornaz ha raggiunto la finale dopo un percorso netto. Nei quarti di finale ha superato con un perentorio 6-2, 6-2 la testa di serie numero 7, Beatrice Bo, classificata 3.2. In semifinale altro successo con lo stesso punteggio, 6-2, 6-2, contro la sedicenne Beatrice Pettinato, giovane promessa del Tennis Club Nuova Casale e sua pari classifica.
In finale, però, la partita ha preso una piega inattesa. Dall'altra parte della rete c'era Ilaria Pettiti, ventenne, istruttrice e giocatrice tesserata per il Tennis Club La Collina di Asti. Cornaz era partita dominando l'incontro, portandosi avanti 6-3 nel primo set e addirittura 4-0 nel secondo. Sembrava avere il controllo della partita, prima di subire una rimonta che l'ha portata a perdere il secondo set per 6-4. Nel super tie-break decisivo, utilizzato al posto del terzo set, la valdostana ha poi ceduto soltanto per due punti, 10-8.
«È stata una sconfitta amarissima, perché quella era una finale che sentivo di avere nelle mie mani. Avevo dominato la partita fino al 6-3 del primo set e al 4-0 del secondo, poi sinceramente non so cosa mi sia successo», ha raccontato Cornaz, che ha comunque scelto di leggere quella partita non soltanto attraverso il risultato. «Ho perso il secondo set per 6-4 e il super tie-break per 10-8. Purtroppo per due punti».
La risposta è arrivata praticamente subito. La sconfitta di Chivasso non ha lasciato spazio a un lungo periodo di riflessione, ma è diventata benzina per il torneo successivo, quello disputato al Tennis Club Dega di Vinovo, dove Cornaz ha conquistato il titolo nel torneo di seconda categoria MOVI.TEC, limitato alla classifica 2.6.
Anche in questo caso il cammino verso la finale non è stato privo di difficoltà. In semifinale la valdostana ha affrontato Giada Comollo, classificata 2.8, istruttrice e giocatrice del Nord Tennis Master Club di Torino. Dopo avere perso il primo set per 6-2, Cornaz ha reagito con decisione, imponendosi 6-2 nel secondo set e poi chiudendo il super tie-break per 10-6.
La finale ha riproposto lo stesso copione, ma questa volta con un epilogo completamente diverso. Dopo un primo set perso nettamente per 6-1, condizionato anche dal nervosismo e dal ricordo della finale precedente, Cornaz ha ritrovato progressivamente il proprio tennis. Ha conquistato il secondo set per 6-3 e ha poi dominato il super tie-break, chiudendolo 10-4 dopo circa 2 ore di partita e in condizioni di caldo impegnative.
Dall'altra parte della rete c'era Alessia Buttiglieri, sua pari classifica e tesserata per il prestigioso Stampa Sporting di Torino. Una finale che, per Cornaz, ha avuto un valore particolare proprio perché arrivata dopo la delusione di pochi giorni prima. «Sono felicissima di avere ritrovato la forma fisica e soprattutto quella mentale», ha spiegato la tennista valdostana. «Sono riuscita finalmente a vincere un torneo dopo le altre tre finali di quest'anno che avevo perso al terzo set».
Dietro il risultato c'è un lavoro quotidiano che Cornaz considera determinante. Il percorso di preparazione è portato avanti con i maestri del circolo Dopolavoro Ferroviario di Torino e, in particolare, con il maestro Paolo Rumere, che la sta seguendo anche direttamente durante le partite. Un sostegno tecnico e umano che, nella sua lettura, ha avuto un ruolo importante nel ritrovare continuità e fiducia.
«Questo risultato è anche e soprattutto merito del duro lavoro quotidiano con i miei maestri del Dopolavoro Ferroviario di Torino e del maestro Paolo Rumere, che mi sta accompagnando a ogni partita», ha sottolineato Cornaz. Ma il ringraziamento più personale è rivolto alla famiglia: «Devo ringraziare anche i miei genitori, che mi appoggiano sempre e che ci sono nei momenti di delusione, ma soprattutto in quelli di felicità».
La stagione, peraltro, non si è limitata all'attività nazionale. Nel mese di agosto Cornaz ha avuto anche l'opportunità di misurarsi in un contesto internazionale, partecipando in Svizzera, a Verbier, a un torneo di doppio W35.000. In coppia con Claudia Soro, la valdostana è riuscita a entrare nel tabellone principale, affrontando poi una coppia di livello decisamente superiore, formata dalle giocatrici Gruber e Guth, entrambe attorno alla posizione 400 del mondo. Il risultato, 6-2, 6-2, non ha cancellato il valore dell'esperienza.
«È stata una bellissima esperienza e mi ha lasciato ancora più voglia di migliorare e di competere a quei livelli», ha raccontato Cornaz. Un passaggio significativo perché testimonia la volontà di confrontarsi anche oltre i confini italiani e di utilizzare ogni occasione come momento di crescita, indipendentemente dal risultato finale.
Per una tennista, del resto, la dimensione agonistica non si misura soltanto con il numero delle coppe conquistate. Ci sono le partite perse quando sembravano già vinte, i super tie-break sfuggiti per 2 punti, le rimonte costruite quando il match sembrava compromesso e, soprattutto, la capacità di trasformare una delusione in una nuova occasione. La vicenda di Cornaz racconta proprio questo: la continuità necessaria per tornare in campo pochi giorni dopo una finale persa e trovare la forza di vincerne un'altra.
«Sono felice di poter condividere questo traguardo con tutte le persone che mi stanno vicino», ha concluso Cornaz. E guarda già avanti: «Spero che sia soltanto l'inizio di tante altre coppe e tanti altri titoli, perché l'anno è ancora lungo».
È forse proprio questa la prospettiva più interessante che emerge dalle ultime settimane della tennista valdostana: non soltanto una coppa in più in bacheca, ma la consapevolezza di poter competere, reagire e rialzarsi. Dal circuito regionale e nazionale fino all'esperienza internazionale di Verbier, il percorso di Cornaz mostra una giocatrice che sta cercando di alzare progressivamente l'asticella. «Tanta voglia di migliorare e competere a quei livelli», ha detto. E, nel tennis come nello sport in generale, spesso è proprio da quella voglia che comincia il passo successivo.










