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SPORT INVERNALI | 04 gennaio 2026, 15:16

Sci fondo: Per Pellegrino, il quarto posto che vale una promessa olimpica

Federico Pellegrino chiude il Tour de Ski ai piedi del podio per la terza volta in carriera, ma sulle rampe dell’Alpe Cermis conferma di essere ancora uno dei grandi del fondo mondiale. La sua prova è un segnale forte in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina, proprio in Val di Fiemme

Federico Pellegrino

Federico Pellegrino

Ancora una volta Federico Pellegrino arriva a un soffio dal podio del Tour de Ski, ancora una volta quarto, come già nel 2023 e nel 2025. Ma ridurre la sua prestazione a una medaglia mancata sarebbe profondamente ingiusto. Sulle rampe durissime dell’Olimpia III dell’Alpe Cermis, il valdostano ha messo in pista tutto quello che ha: esperienza, generosità, orgoglio e una condizione che parla chiaro in vista del grande appuntamento olimpico.

La ventesima edizione del Tour si chiude nel segno della Norvegia, con Mattis Stenshagen vincitore della Final Climb e Johannes Klæbo capace di conquistare la sua quinta classifica generale. Un dominio totale, certificato da un podio interamente norvegese, completato da Harald Amundsen, che proprio negli ultimi metri riesce a scavare quel margine decisivo su Pellegrino. Il distacco finale, 1’27”, racconta di una battaglia vera, non di una resa.

Dopo i sette chilometri di lancio tra Lago di Tesero e il fondovalle, la salita entra nel vivo nel tratto più ripido. Stenshagen e il francese Jules Lapierre prendono il largo, poi il norvegese allunga definitivamente, vincendo in 33’25”5. Dietro, è una lotta serrata per ogni secondo. Pellegrino resta nel gruppo dei migliori, stringe i denti, non molla, chiude settimo di tappa e si prende un quarto posto finale che brucia, ma che pesa.

Perché pesa soprattutto il modo in cui è arrivato. Pellegrino ha dimostrato di essere ancora lì, competitivo in una delle prove più selettive del circuito, contro avversari più giovani e in un contesto che non perdona nulla. Lo ha detto lui stesso, con la lucidità di chi conosce bene il proprio mestiere: brucia essere quarto per la terza volta, ma il bicchiere è mezzo pieno. Solo poche settimane fa non era affatto scontato vederlo protagonista per tutto il Tour, e invece il valdostano ha tenuto, giornata dopo giornata, confermandosi sul pezzo come gli succede ormai da anni.

Il riferimento al futuro non è casuale. La Val di Fiemme, che a febbraio ospiterà le gare olimpiche di Milano-Cortina, è un luogo che Pellegrino conosce bene, quasi casa. Il pubblico, il tifo, l’energia di questa salita diventano carburante emotivo. E se oggi il podio sfuma per poco, domani quella stessa salita potrebbe diventare il teatro di un riscatto che profuma di medaglia.

Accanto a lui, meritano spazio anche le altre note azzurre. Elia Barp chiude nono nella classifica generale del Tour de Ski, un risultato di grande valore, costruito con intelligenza e solidità. Senza pressioni, partendo senza aspettative, il trentino riesce addirittura ad allungare sui diretti avversari, sostenuto dal calore di amici e familiari arrivati da Falcade. Un segnale di crescita importante per tutto il movimento.

In fondo, il Tour de Ski non è solo una classifica. È una prova di resistenza fisica e mentale, un banco di verifica severissimo. Federico Pellegrino ne esce senza medaglia, ma con qualcosa che vale altrettanto: la certezza di poter ancora competere ai massimi livelli. E per un atleta che guarda alle Olimpiadi di casa, questo quarto posto non è una sconfitta. È una promessa.

je.fe.

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