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ATTUALITÀ | 01 ottobre 2020, 10:32

Ad Aosta confronto tra atleti su sport come cultura e modo di vivere

In piedi da sn Davide Dallago, Martine Michieletto, Pietro Giglio, Maria Grazia Monaci, Anna Maria Pioletti; in  basso da sn Noemi Kraja, Andrea Borney, Mara Zini

In piedi da sn Davide Dallago, Martine Michieletto, Pietro Giglio, Maria Grazia Monaci, Anna Maria Pioletti; in basso da sn Noemi Kraja, Andrea Borney, Mara Zini

Successo di pubblico, pur nel rispetto delle norme di prevenzione anti Covid, venerdì 25 settembre per il convegno 'Lo sport come patrimonio culturale, materiale e immateriale per la formazione'.  

La professoressa Anna Maria Pioletti, docente di geografia economica e politica e organizzatrice dell’evento, ha spiegato che “il tema dello sport è particolarmente sentito nella regione alpina perché rappresenta parte della cultura materiale e immateriale”.

Andrea Borney (Presidente dell’Associazione Aspert Courmayeur) ha sottolineato: “L’aspetto terapeutico dello sport rappresenta uno strumento per l’inclusione e la formazione. Lavorare con la disabilità apre la mente e permette di agire nei confronti di persone diversamente abili e abili personalizzando il proprio intervento perché si tiene conto dell’unicità di ogni persona”. Un’affermazione gradita all’Ateneo che da sempre insiste sul fatto che gli studenti sono persone e non numeri.  

Pietro Giglio, Presidente nazionale delle Guide alpine e presidente delle Guide Valle d’Aosta si è soffermato “sul valore dell’esperienza alpinistica e sul ruolo dell’alpinismo patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto nel 2019”.  

Martine Michieletto, atleta valdostaba detentrice di sette titoli mondiali di thai boxe e kick boxing ha sottolineato: “Il valore della sconfitta come momento di crescita personale e professionale”.  

Il Maggiore Davide Dallago, Capo Dipartimento Agonistico del Centro Sportivo Esercito Sez. Sport Invernali del Centro Addestramento Alpino, e il C.le Magg. Ca. Mara Zini ex atleta – medaglia olimpica nella disciplina short track alle Olimpiadi di Torino 2006, hanno messo in luce: “come esercito e sport condividano una serie di valori costruiti fin da piccoli in chi pratica sport. Il rispetto delle regole, degli avversari, la dedizione nell’allenamento per raggiungere gli obiettivi che si vogliono raggiungere. La lealtà, la correttezza, l’educazione e i sacrifici che portano a soddisfazioni”.  

Noemi Kraja, medaglia d’oro nello slancio, ha raccontato “l’emozione che si prova nel salire sul gradino più alto del podio, un risultato fatto di tanti sacrifici e costanza”. 

i.d.

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