C’è un appuntamento con la storia che bussa forte per Federica Macrì. Sabato 11 aprile, sul ring di Santander, la pugile valdostana combatterà per il titolo europeo EBU dei pesi paglia, in quello che rappresenta il momento più alto – finora – della sua carriera.
Un evento che va oltre il singolo match: è il coronamento di un percorso costruito con costanza, sacrificio e risultati sempre più pesanti. Macrì, unica pugile professionista donna della Valle d’Aosta e punta di diamante della Rocky Gym Cral Cogne, arriva a questo appuntamento con un record immacolato: nove incontri, nove vittorie.
Un cammino che negli ultimi mesi ha avuto un’accelerazione decisiva. Dall’impresa internazionale in Canada contro Naomy Valle, campionessa mondiale WBC Youth, fino alla conquista del titolo italiano a Genova, superando Consuelo Portolani. Vittorie che hanno proiettato la valdostana tra i nomi emergenti della boxe europea.
A contenderle la cintura ci sarà la beniamina di casa, Maria Luz Peral, anche lei imbattuta con sette vittorie e un pareggio. Un’avversaria solida, resa ancora più ostica dal fattore campo, ma che non spaventa Macrì, già abituata a esaltarsi lontano da casa.
Il team partirà giovedì 9 aprile: al suo fianco il maestro Luca De Carolis e il secondo Cristian De Martinis. Dopo le consuete operazioni di vigilia – interviste, allenamento pubblico, peso e visite mediche – si entrerà nel vivo sabato sera, quando il match sarà il main event della riunione: dieci riprese ad altissima intensità con in palio la cintura europea.
La preparazione è stata meticolosa, curata in ogni dettaglio, con sparring di alto livello e un lavoro mirato sia sul piano fisico che mentale. La determinazione della pugile valdostana è totale, come dimostrano le sue parole alla vigilia:
“Mi sento carica, concentrata e pronta a tutto per conquistare il titolo europeo. Combattere fuori casa mi dà ancora più motivazione. Dovrò imporre il mio ritmo e la mia pressione fin da subito. Se ci sarà l’occasione, proverò a chiudere prima del limite.”
Non è solo una sfida sportiva. È un passaggio simbolico per tutto il movimento pugilistico valdostano, che vede in Macrì una portabandiera capace di rompere barriere e aprire nuove strade.
Dopo aver conquistato l’Italia e aver lasciato il segno anche all’estero, ora l’obiettivo è uno solo: salire sul tetto d’Europa. E, magari, continuare la scalata verso traguardi ancora più ambiziosi.









