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ULTRATRAIL | 10 settembre 2022, 19:00

Ultratrail: Cristian Minoggio e Giuditta Turini campioni del mondo di Sky Ultra in Val Formazza

La Gressonara Giuditta Turini domina la gara e si aggiudica il titolo mondiale in 6h49’59”

Giuditta Turini

Giuditta Turini

Campionati Mondiali di Skyrunning in Ossola atto secondo. Oggi sabato 10 settembre toccava alla BUT (Bettelmatt Ultra Trail) assegnare i titoli iridati di Sky Ultra con una gara di 57 km e oltre 3000 metri di dislivello. Gara lunga e corribile, con partenza e arrivo a Valdo (quota 1274m), toccando i laghi Vannino, Morasco, Sabbione, passando per i quasi 3000 metri del rifugio 3A per poi scendere a Riale, risalire al rifugio Maria Luisa, al lago Toggia, passo San Giacomo al confine con la Svizzera, quindi discesa al lago Castel, passando per la Cascata del Toce per ritornare a Valdo. Siamo in alta Val Formazza, il cuore Walser delle montagne piemontesi che s’incunea nella Svizzera, dove gli sport di fatica sono una religione, a cominciare dallo sci di fondo.

Ma oggi è protagonista la corsa, anzi lo skyrunning, anzi Cristian Minoggio. Per la soddisfazione del suo presidente Pegarun Giorgio Pesenti e del CT dell’Italia FISky Roberto Mattioli, che era commosso all’arrivo, l’”enfant du pays” che arriva da Canobbio ma ormai lavora qui alle dighe da un paio d’anni, Cristian ha sfoderato una prestazione da leggenda. Ho seguito parte della gara e soprattutto lui in mountain bike e sembrava di veder correre un keniano bianco. Un percorso che non presentava molte difficoltà tecniche, anzi molto corribile affrontato da Minoggio, che preferisce le discese tecniche, con piglio deciso fin dalla partenza, a dimostrazione che la miglior difesa è l’attacco.

“Oggi lo zaino che portiamo in gara era pesante – dice Cristian Minoggio (nella foto con Giuditta Turini) - Dentro c’erano i ricordi di quando ero bambino e i miei genitori mi portavano a Riale, c’era il tifo di tutti i formazzini ai quali dedico la vittoria che si aspettavano da me una grande prestazione, c’era la responsabilità di indossare la maglia azzurra e rappresentare l’Italia in un Campionato del Mondo per di più in casa. Ho studiato una preparazione incentrata sul ritmo e la tecnica di corsa, poi sono partito a tutta, pensando che chi non è abituato alla quota avrebbe patito. E’ stata una bella emozione correre una gara così qui in Val Formazza, grazie a tutti per il tifo e il supporto”.

Medaglia d’oro e titolo iridato per Cristian Minoggio in 5h28’25”, argento all’Australia con Turner Blake in 6h04’46” e bronzo alla Spagna con Aleejandro Mayor Guzman in 6h05’23”, seguito dal ceco Tomas Macecek 4° in 6h07’22” e dall’altro azzurro Luca Arrigoni 5° in 6h09’09”, terzo per gran parte della gara che si deve arrendere nel finale causa una caviglia dolorante. Buona prova dell’altro azzurro in gara che chiude 13° in 6h40’37”.

L’inno di Mameli risuona in Val Formazza anche per la gara femminile, con Giuditta Turini che domina la gara e si aggiudica il titolo mondiale in 6h49’59”, con l’argento e il bronzo che vanno alle spagnole Gemma Arenas Alcazar seconda in 7h04’56” e Sandra Sevillano Guerra terza in 7h05’25”.

Peccato per l’azzurra Giulia Saggin che perde il podio nel finale, quarta in 7h10’32”, mentre bisogna segnalare che nella gara Open, la russa Varvara Shikanova vince in assoluto e con 7h00’23” ottiene anche il secondo tempo assoluto femminile, non potendo gareggiare nella gara per nazioni visto che la Russia è stata esclusa per i noti motivi del conflitto con l’Ucraina. (fonte runningpassion)

red

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