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CALCIO | 01 settembre 2021, 08:00

INTERVISTA A MAURO POLETTI PRESIDENTE DELLA ASD CHARVENSOD

Il settore giovanile, a volte, fa fatica a autofinanziarsi, almeno qui in Valle, dove le quote da versare, sono molto contenute, rispetto alle altre regioni

Mauro Poletti

Mauro Poletti

Presidente lo sport è passione o professione?

“Lo sport dilettantistico non può essere altro che passione. E quando tempo fà lessi di qualcuno che affermava 'il settore giovanile viene usato come un bancomat dalla società', allora significa che quella società è magica, perché le assicuro che il settore giovanile, a volte, fa fatica a autofinanziarsi, almeno qui in Valle, dove le quote da versare, sono molto contenute, rispetto alle altre regioni”.

E’ presidente di una società ben strutturata, quasi un’organizzazione professionistica, come riuscite a conciliare le esigenze di bilancio?  

“La nostra società sta cercando da tempo di investire le poche risorse nel modo più opportuno ed evitando gli sprechi. Il nostro obiettivo è il campionato di Eccellenza, ma raggiunto con calciatori che giocano per passione e non per denaro, per questo mister Fermanelli, ogni anno, anziché chiedere rinforzi, si gira indietro e attinge dal settore giovanile”.

Senza nulla togliere a nulla e a nessuno il vostro fiore all’occhiello è il settore giovanile. Come siete strutturati?

“Abbiamo un responsabile che è Edi Volpone che si avvale di collaboratori accreditati per svolgere il  lavoro tecnico-tattico , oltre ai dirigenti delle varie categorie che fungono da collante tra settore tecnico, ragazzi e genitori, ovvero cercano di instaurare con ognuno un rapporto Familiare seppur comunque professionale”.

L’organigramma dei vari dirigenti?

“Esiste un direttivo di cui sono il Presidente che ha come componenti: Massimo Lattanzi (presidente onorario), William e Silvano Ruffini (vice presidenti) e Giovanni Lodi che è il dirigente responsabile della scuola calcio, poi ci sono i dirigenti delle varie categorie”.

I genitori dei ragazzi partecipano alla copertura delle spese?

“Pagano una quota e contribuiscono alle spese delle trasferte , ma parlare di coperture delle spese è un parolone, per questo non capisco come possa esserci qualcuno, almeno qui in Valle che riesce a specularci. Io credo che in questa regione, ogni società faccia i salti mortali per avere un bilancio in pareggio, quindi nessun bancomat!”

Nei giorni scorsi, nel puntualizzare un articolo pubblicato dal nostro giornale ha lanciato una appello per una più stratta collaborazione tra le società. Ci spiega al sua idea?

“La mia idea è che finiscano le divisioni tra società, pur restando le ambizioni singole, di carattere sportivo. Certe cose succedono in ogni regione, qui sono amplificate dalle dimensioni numeriche e dal territorio, ma le varie campagne “acquisti” le fanno ovunque. Io credo che noi potremmo veramente accordarci per un modus operandi comune che permetta di non danneggiare nessuno, questo sarebbe un segnale importante di coesione verso l’ambiente sportivo e aiuterebbe le società a guardarsi in un modo diverso con più fiducia, lasciando intatto il campanilismo agonistico”.

Se ho ben capito creare, come si usa in politica, un tavolo tecnico per decidere congiuntamente quali società possono fare cosa?

“Smettere di lamentarci perché qualcuno ha preso il calciatore di un altro, ma come detto sopra, adottare un modus operandi di estrema correttezza che valga per tutti. Siamo stati accusati di aver tolto una categoria a qualcuno, ma nessuno guarda alle categorie che sono state tolte a noi. Beh bisognerebbe evitare polemiche sterili e infangamenti gratuiti e collaborare in modo paritario per aiutarci a vicenda!”

Perché fino ad oggi non si è realizzato tale progetto visto che tutti lo perorano?

“Troppi rancori, io sono fuori da queste cose che hanno origine fin dalla creazione, si dovrebbe mettere una pietra sopra a tante situazioni e virare verso una nuova direzione, quella della correttezza, non di uno solo, ma di tutti, lasciando da parte i rancori e le lotte tra poveri!”

Obiettivo della prima squadra?

“Fare un campionato di quantità e qualità, puntando possibilmente ai Playoff”

Cosa è cambiato nella squadra quest'anno?

“Ci sono tanti giovani e di questo ne siamo orgogliosi, come lo siamo dei tanti, ormai veterani, che continuano con noi, come Thomain, Carpentieri, Carere, i Vuillermoz, Joly, Daricou, Salvadori e forse ne dimentico qualcuno. Ok Grazie a loro e a mister Fermanelli i giovani crescono!”

Come sono i rapporti con il Comune di Charvensod?

“Direi abbastanza buoni, si potrebbe fare meglio, ma per il meglio c’è sempre tempo…”

Cosa chiede ai tifosi e dei tanti giovani iscritti? 

“Coerenza, impegno e coesione!”   Grazie  

piero.minuzzo@gmail.com/ascova

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