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CALCIO | 23 aprile 2021, 14:42

Calcio: Puchoz, il silenzio della delegazione valdostana e del comitato calcio

Le Federazioni sportive, infatti, sono come grandi famiglie alcune felici che si assomigliano, tante infelici a modo loro infelici

Una delle ultime formazioni della gloriosa Aosta Calcio. Notare le gradinate popolari affollate di tifosi. (MEDIAPOLITIKA.COM di Marco Milan – Foto MEDIAPOLITIKA.COM)

Una delle ultime formazioni della gloriosa Aosta Calcio. Notare le gradinate popolari affollate di tifosi. (MEDIAPOLITIKA.COM di Marco Milan – Foto MEDIAPOLITIKA.COM)

Scrive un lettore: “Caro Direttore l’assordante silenzio del Presidente del locale Comitato Figc  sull affaire  Puchoz ci fa mancare la voce deputata a sostenere questo dibattito. Ponzio Pilato o assenza di argomenti? Batta un colpo”. Il lettore aggiunge: “Io sto allo sci come lui al calcio”.

Il sarcasmo del lettore apre una dolorosa pagina su chi fa cosa nello sport valdostano e fa tornare alla mente le letture del tempo che fu ed in particolare Anna Karenina, romanzo  scritto da Lev Tostoj nel 1877, che si apre con un profetico: “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”.

Le Federazioni sportive, infatti, sono come grandi famiglie alcune felici che si assomigliano, tante infelici a modo loro infelici perché i capi siedono sul trono non si per quale ragione di stato. E la Federazione italiana gioco calcio, per quanto riguarda la Valle d’Aosta è una famiglia infelice a suo modo.

Per cominciare la Valle d’Aosta è considerata alla stregua di una provincia piemontese. Con un delegato che risponde al nome antisonante Marco Albarello che tanto lustru ha dato allo sci nordico ma poco la calcio. E’ coadiuvato Da Giuseppe Briarava (vice) e dai consiglieri: Orlando Bonserio, Aldo Carnevaletti eErminio Valentini. Della delegazione men che provinciale valdostana (visto che figura anche Ivrea tra le delegazioni, ndr.), fanno parte Marco del Favero e Ezio Garrone.

Ma la chicca è che il fiduciario campi sportivi è Marino Guglielminotti Gaiet, un mito della gloriosa Anpi Elter che è pure stato vice sindaco di Aosta.

Ebbene tutto questo popò di roba, come ha scritto il nostro lettore, si è guardato bene dal proferire parola sul futuyro dello stadio Puchoz di Aosta. Senza parteggiare per il consigliere comunale Paolo Laurencet che ha avviato una petizione per ‘salvare il Puchoz, o per il sindaco Gianni Nuti che vuole realizzare un parco multifunzionale, è avvilente vedere che la Federazione calcio e la sua delegazione provinciale VdA si chiami fuori dal dibattito.

Forse il presidente del Comitato Piemonte Valle d’Aosta, Christian Mossino, non ha contezza. E se così è vuol dire che ai delegati provinciali valdostani la questione dicono: “Noli tangere circulos meos!”.

Il disegno evidentemente è mantenere la sedia senza colpo ferire ma anche senza rien à faire. E qui il discorso da sportivo diventa politico che come un treno corre su due binari: della dignità autonomistica della Regione e della dignità sportiva.

Abbiamo fior di campioni del passato che di calcio se ne intendono e che saprebbero coniugare la dignità dell’Autonomia valdostana con dignità della Valle d’Aosta calcistica. Molte altre istituzioni hanno un loro Comitato regionale. La Figc no. Eppure per numero di iscritti è sicuramente tra le più numerose. Ma la politica valdostana subisce i diktat romani o sabaudi e si adegua, nonostante la Regione abbia speso prima miliardi e poi milioni per l’allestimenti di campi da calcio.

Per quanto riguarda il binario sportivo, forse i vertici della delegazione men che provinciale di Aosta non sanno che oltre 1000 persone hanno sottoscritto la petizione ’Giù le mani dal Puchoz’. E questo dimostra quanto sia sentita la questione sul futuro dello stadio. Ma loro tacciono.

Per chi la storia del’Aosta 1911 non l’ha vissuta da tifoso, è difficile comprendere l’importanza storica di un luogo come il Puchoz. Per saperne di più invito i delegati provinciali a cliccare qui.

piero.minuzzo@gmail.com

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