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ATLETICA | 25 aprile 2020, 18:10

Trost, Howe, Donato: parlare ai più giovani

RESTIAMO A CASA - L’incontro virtuale di AtleticaViva Online tra i campioni e le nuove leve di saltatori. Vallortigara: “Vi raccontiamo le nostre gare più belle”

Andrew Howe

Andrew Howe

Qual è stata la vostra gara più bella? Lo chiedono i giovani saltatori, ed è lì che si apre la scatola dei ricordi. Fabrizio Donato (Fiamme Gialle), Andrew Howe (Aeronautica), Alessia Trost (Fiamme Gialle) ed Elena Vallortigara (Carabinieri): quattro campioni, quattro storie da raccontare nell’incontro web con i ragazzi, organizzato nell’ambito di AtleticaViva Online dal settore salti guidato da Claudio Mazzaufo con la collaborazione di Giulio Ciotti. Donato parte dalla medaglia olimpica di Londra 2012, il bronzo nel triplo: “Non posso non citare quella gara, era il sogno di una carriera e mai avrei immaginato di arrivarci. Ma tra le gare più importanti ci metto anche il salto in lungo degli Assoluti indoor di Ancona 2017: non c’ero io in pedana, bensì Andrew Howe che seguivo come allenatore. Lì ho capito quanto fosse difficile ed emozionante fare il coach”. Parola ad Howe: “Ovviamente Osaka 2007 con l’argento mondiale e il record italiano, ma anche io come Fabrizio ricordo particolarmente quella gara di Ancona: lì tornai a saltare oltre gli otto metri (8,01) e si riaccese una lampadina nella mia testa”.

Tocca alle saltatrici in alto. Trost: “Scelgo l’argento europeo agli Europei indoor di Praga 2015, allo spareggio con la Lasitskene. E gli Europei a squadre dello scorso anno a Bydgoszcz: dopo la delusione di Glasgow sentivo di aver toccato il fondo e invece in Polonia mi son detta‘ci sono ancora’!”. Vallortigara ripensa al 2,02 di Londra: “Una giornata ricca di emozioni, ero totalmente immersa come non mi era mai accaduto prima. Aggiungo l’1,96 recente di Ancona: ho capito di poter fare ciò che voglio, ovvero i Giochi di Tokyo”.

“TENETEVI STRETTA LA FORTUNA CHE ABBIAMO” - Nel webinar introdotto da Mazzaufo con un’immagine quasi fiabesca (“Abbiamo cominciato a leggere un libro bellissimo, abbiamo voltato pagina e ce n’erano due bianche: ecco, quello è il 2020.

Ma noi non lo buttiamo questo libro, vogliamo continuare a scoprirne la trama”), i quattro saltatori azzurri hanno fotografato il momento che stanno vivendo e lanciato messaggi ai più giovani. “Io non ho record giovanili, non ho vinto medaglie alla vostra età, mi sono svegliato da grande - ricorda il 43enne capitano azzurro Fabrizio Donato - ma ho avuto la fortuna di incontrare un tecnico come Roberto Pericoli e di esaltarmi in ogni momento di difficoltà. In me, è sempre scattato qualcosa di straordinario. Per questo vi dico: continuate ad apprezzare le nostre vite e quanto ci dà l’atletica. Tenetevi stretta la fortuna che abbiamo, che è irripetibile”.

Per Howe, super Fabrizio è di ispirazione: “Mi ha cambiato la vita - racconta il 34enne primatista italiano del lungo - negli anni in cui ho lavorato con lui ho ritrovato il fuoco. La recente esperienza nei 400 metri mi è servita per rimodulare me stesso. Però ho capito che volevo ritornare l’Andrew di prima e l’unica possibilità che ho per dire la mia è nel salto in lungo: questo finale di carriera voglio dedicarlo a saltare”. Lunghe chiacchierate al telefono per confrontarsi su come sta il mondo e come vanno gli allenamenti: per Alessia Trost ed Elena Vallortigara il rapporto di amicizia sull’asse Monza-Siena è costante. “Dopo la chiusura degli impianti ho capito che possiamo tenerci attive anche a casa e ho trovato grande conforto nel condividere questa situazione con Elena”, spiega Alessia. “Credevo fosse più facile mantenere motivazioni dopo il rinvio delle Olimpiadi - osserva Elena - ma ora ho trovato il mio equilibrio”.

red. spr.

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