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CALCIO | 29 marzo 2020, 17:00

Calcio: Per coronavirus a rischio cancellazione una dozzina di squadre valdostane

RESTIAMO A CASA - Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia 'Abbiamo la necessità di avere vicine, in modo diretto e incisivo, le istituzioni'

Calcio: Per coronavirus a rischio cancellazione una dozzina di squadre valdostane

“Completare il campionato? Assolutamente sì. La priorità è metterci alle spalle questa tragedia che stiamo vivendo e riportare al centro il gioco del calcio, quindi assegnare promozioni e retrocessioni attraverso l’unico giudice che è quello del rettangolo di gioco". E' l'opinione di Cosimo Sibilla, presidente della Lega Nazionale dilettanti che sottolinea: “L'emergenza coronavirus porterà a fare i conti con una perdita probabilmente intorno al 30% di società”.

Si tratta, in Italia, di migliaia di società, oltre 12 mila, parliamo di 35 mila squadre in Italia. "Abbiamo la necessità - ribadisce Sibilia - di avere vicine, in modo diretto e incisivo, le istituzioni preposte. Il nostro non è solo un ruolo calcistico ma anche sociale. Noi ci auto-finanziamo, lo abbiamo sempre fatto, ma in questo momento abbiamo questa difficoltà".

Guardando alla Valle d'Aosta, che conta una trentina di squadre iscritte ai diversi campionati, la situazione, se possibile, è ancora peggio per via della collocazione geografica, la realtà socio economica ed il problema climatico. Se le società non hanno a disposizione un campo sintetico per potersi allenare anche nella stagione invernale devono interrompere o limitare la preparazione cosa questa che inevitabilmente condiziona il risultato.

Le squadre valdostane, poi, devono sopportare costi di trasferta davvero importanti per bilanci esigui dove la parte del leone la fanno nella voce entrate i contributi di volontari, le sottoscrizione e le varie iniziative tutte volontaristiche tese a far cassa. In Valle le dita di una mano sono fin troppo per contare gli imprenditori presidenti.

Il calcio dilettantistico, così come in Valle, è sostenuto da piccoli imprenditori, da artigiani, commercianti, da coloro che fanno i ristoratori e danno un contributo portando a mangiare la squadra del loro paese. E questo deve preoccupare tutti. Se sparisce il calcio dilettantistico rischia di morire anche il settore giovanile che svolge una funzione anche sociale per tante famiglie e migliaia di ragazzi partendo dai pulcini.

red. spr.

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