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La tsachà | 22 gennaio 2021, 14:56

Dal blasone di Città Europea dello Sport al fango degli impianti sportivi

Palaindoor da chiudere, campo di atletica Tesolin inutilizzabile, stadio Puchoz inservibile. Questo è quanto offre Aosta a soli tre anni di distanza dall’essere stata la Città Europea 2017 dello Sport

Dal blasone di Città Europea dello Sport al fango degli impianti sportivi

Chissà cosa penserà Carlo Marzi, il potente assessore comunale di Aosta allo Sport, che nel 2017 riuscì a far incoronare Aosta Città Europea dello Sport. Oggi, infatti, Aosta è la cenerentola per impianti sportivi per le convenzioni scadute, impianti fatiscenti, atleti e società sportive obbligati a chiedere asilo sportivo ai comuni limitrofi, strutture abbandonate al loro destino e che spezzano la città come lo stadio Mario Puchoz.

Il prossimo 31 dicembre, in forza di una delibera municipale dello scorso giugno che non lascerebbe margini di alternativa, la gestione del Palaindoor e del campo di atletica Tesolin è scaduta.

Recenti perizie hanno evidenziato per il Palaindoor la necessità di interventi strutturali: le scale di accesso alle diverse aree non sono a norma di sicurezza, manca il certificato antincendi, devono essere costruite scale antincendio esterne.

Il campo scuola Tesolin ha la pista invasa dalle radici degli alberi ad alto fusto.

E di tutto questo il Coni tace. Ma Malagò presidente del Coni che dice?

“Sono convinto che Aosta meriti il titolo di Capitale  europea dello Sport. La sua vocazione naturale, grazie anche al patrimonio strategico costituito dal bilinguismo, e le varie politiche dirette a promuovere l’attività e il movimento sportivo la rendono un modello da seguire in ambito nazionale ed anche europeo.”

Disse allora Stefano Maullu, parlamentare europeo di Forza Italia che ha preso  parte alla visita della Commissione Aces  per la candidatura del capoluogo, dichiara apertamente il suo appoggio ad Aosta.

Oggi solo Forza Italia VdA ha preso posizione che definisce la situazione ”Uno schiaffo in faccia a decine di società sportive aostane e a migliaia di loro tesserati, che in pieno inverno e in piena pandemia, dal primo gennaio si ritroveranno in mezzo a una strada, senza alcuna struttura all'interno della quale poter svolgere le proprie attività". E’ pur vero che che la vice sindaco  Josette Borre ha dichiarato: “"Fin dal nostro insediamento ci siamo preoccupati di dare una risposta alle istanze delle società sportive, cercando, al contempo, di favorire le condizioni per il tempestivo passaggio di testimone con il Coni, e per individuare gli strumenti che permettessero di completare l’adeguamento della struttura secondo i requisiti di sicurezza previsti dalla legge".

Ma fino ad oggi cosa è stato fatto? Che eredità ha lasciato Carlo Marzi? Perché da assessore regionale alle finanze ed ai lavori pubblici non interviene per dare ad Aosta strutture sportive degne di Citta Europea dello Sport. Per non parlare dello stadio Puchoz del quale, quantomeno, di potrebbe eliminare il muro di cinta in via Torino che pare il muro di Berlino chez nous.

Così il coordinamento regionale di Forza Italia VdA commenta la decisione della giunta comunale di Aosta di chiudere il complesso sportivo polivalente del Palaindoor in corso Lancieri ad Aosta a decorrere dall'1 gennaio 2021.

piero.minuzzo@gmail.com

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