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PESISTICA | 26 ottobre 2019, 11:37

Pesistica: Bottino azzurro ai Campionati Europei di Bucarest

INTERVISTA A FLAVIO SERRA

La favolosa nazionale di Bucarest

La favolosa nazionale di Bucarest

Flavio Serra, appena rientrato da Bucarest, Campionati Europei di Pesistica Junior e Under 23. Un bilancio importante, 23 medaglie totali e ben 5 titoli Europei conquistati, quale il suo giudizio nella veste di capo delegazione?

I nostri ragazzi ci hanno fatto vivere grandi emozioni. Dieci azzurri su undici sono saliti sul podio, abbiamo assistito all’inno Italiano con la nostra bandiera su tutte per ben cinque volte, pari al numero di titoli europei conquistati. Un risultato storico che si somma ad importanti punteggi conquistati in vista della qualificazione Olimpica.

Flavio Serra con Antonio Urso (a sn)

Atleti veramente eccezionali guidati da uno staff tecnico altamente competente e professionale. E’ il culmine del crescendo di successi degli ultimi anni che va a ripagare gli sforzi profusi in tutti gli ambiti, in particolare nella crescita e cura del settore giovanile, dell’alta qualificazione e in quello della formazione e aggiornamento dei Tecnici.

Una ulteriore conferma della validità delle scelte assunte in ambito federale, sia in ordine ad indirizzi e progettualità che di opportuna ed efficace destinazione delle risorse umane ed economiche.

L’Italia finalmente alla ribalta in questa disciplina?

In realtà la nostra disciplina a livello giovanile risulta tra le più vincenti in competizioni internazionali, con un elevato rapporto tra numero di atleti partecipanti e medaglie conquistate. Risultati incontestabili, che assumono ancor più valore se pensiamo al fatto che la Pesistica è tra gli Sport in assoluto più diffusi, avvicinandosi al numero di 200 paesi che nel mondo praticano il sollevamento pesi olimpico.

(nella foto il titolo di Mirko Zanni)

Oggi, a differenza del passato, il peso dell’Italia a livello internazionale è elevato. Attestazioni di considerazione e rispetto arrivano da parte di tante nazioni, anche di primo piano quali quelle dell’Est europeo che da sempre hanno contato maggiormente nella nostra realtà sportiva.

Oltre ai risultati agonistici in questo contesto è determinante la figura del nostro Presidente Antonio Urso, molto rispettata e apprezzata sia per credibilità e competenza a livello personale che per l’ottimo lavoro svolto alla guida della EWF, la federazione europea, e per il suo tenace e incessante impegno intrapreso nella annosa lotta al Doping.

Preso atto di questa realtà, in Italia vi sentite ancora giudicati uno sport di secondo piano?

Indubbiamente nel nostro paese vi sono sport più seguiti a cui corrisponde una conseguente maggiore visibilità. Rileviamo per contro l’amarezza dei tantissimi praticanti ed appassionati che si chiedono, increduli, come sia possibile ignorare sistematicamente atleti italiani che continuano a vincere medaglie su medaglie, di cui al contrario si dovrebbe andar fieri.

A seguito di decenni di mancata informazione e disinformazione, che oltre ad una generale passata inadeguatezza culturale in ambito sportivo ha favorito l’insinuarsi di diffidenze e falsi stereotipi nei confronti dell’utilizzo dei pesi, oggi la situazione è nettamente migliorata. Sia grazie ad un incessante impegno formativo e divulgativo, sia grazie alle evidenze scientifiche che riconoscono alla nostra storia ultracentenaria il giusto patrimonio di conoscenze ed esperienze, nonché la valenza propedeutica ed educativa della nostra disciplina. Ne è dimostrazione il risalto dato recentemente da diverse testate circa l’importanza della preparazione con i pesi in altri sport, grazie a puntuali articoli riportanti i benefici indotti su atleti di alto livello di discipline di primo piano, quali ad esempio lo Sci e la Pallavolo.

La FIPE Federazione Italiana Pesistica di oggi oltre all’attività olimpica rappresenta una realtà moderna, attrattiva e partecipata, trasversalmente aperta al mondo della scuola, del Fitness e del Wellness, che propone una formazione di alto livello a garanzia di contenuti e professionalità.

Ci avviciniamo alla chiusura di questo quadriennio olimpico: Tokio 2020 è vicino, possiamo tracciare un primo bilancio della sua esperienza da Consigliere federale?

A livello personale un’esperienza formativa e arricchente, inserita in un ampio orizzonte di riferimento che spazia dal livello nazionale a quello internazionale, mantenendo l’attenzione verso le realtà territoriali e le varie componenti federali. A livello generale un sereno lavoro svolto in un Consiglio coeso e in sintonia. Coordinato da un Presidente capace di valorizzare tutte le componenti federali e declinato da una Segreteria generale ed uno staff competente ed appassionato, che ha contribuito a portare la nostra federazione a livelli di eccellenza sotto diversi profili.

(nella foto Alessia Durante Campionessa Europea a Bucarest)

In effetti Tokio è vicino e a breve si dovranno concretizzare le qualificazioni azzurre, sia per le Olimpiadi che per le Paralimpiadi. Anche la nostra disciplina paralimpica è in crescita numerica e sta dando grandi soddisfazioni in termini di risultati, rappresentando un importante valore aggiunto per l’intera realtà federale. In primavera sapremo quali dei nostri ragazzi probabili olimpici faranno parte del Team Italia a Tokio: restiamo con i piedi per terra ma siamo fiduciosi, a loro il migliore augurio di veder realizzarsi il sogno olimpico.

Ad majora

pi.mi.

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