C’è chi impiegherà poco più di cinque giorni e chi avrà bisogno di quasi tutto il tempo a disposizione. Per tutti, però, la sfida è la stessa: attraversare la Valle d’Aosta più selvaggia, quella dei sentieri meno battuti, delle creste e dei valloni lontani dalle rotte escursionistiche più conosciute. È iniziato così, dalla piazza Abbé Henry di Courmayeur, il viaggio dei 200 concorrenti del TOR450 – Tor des Glaciers, la prova più lunga e impegnativa del TORX with Kailas.
La partenza è avvenuta alle 20 di venerdì 11 settembre, con gli atleti chiamati ad affrontare 450 chilometri e 32.000 metri di dislivello positivo, da completare entro il limite massimo di 190 ore. L’arrivo è previsto sempre a Courmayeur entro le 18 di sabato 19 settembre.
È una gara che ha caratteristiche profondamente diverse rispetto alle altre prove del TORX. Il TOR450 si sviluppa in gran parte lungo le Alte Vie dimenticate 3 e 4, attraversando ambienti di alta montagna e territori poco frequentati. Non è soltanto una questione di chilometri e dislivello: la capacità di orientarsi diventa parte integrante della competizione, perché gli atleti devono affidarsi alla propria preparazione, al GPS e al roadbook, con i rifugi a rappresentare punti di appoggio fondamentali lungo il percorso.
La prima notte porta il gruppo verso La Thuile e Valgrisenche, con il passaggio in prossimità di alcuni dei luoghi simbolo dell'alta montagna valdostana e i primi appoggi ai rifugi. È proprio nelle ore notturne che la competizione comincia a mostrare il suo volto più duro: il freddo in quota, la stanchezza, la necessità di dosare le energie e la progressiva perdita della percezione del tempo trasformano la gara in una prova soprattutto mentale, oltre che fisica.
Quest'anno il TOR450 presenta inoltre alcune modifiche al tracciato. Tra quelle più significative c'è l'eliminazione del passaggio sul Grand Neyron, resa necessaria da un importante crollo sul tratto attrezzato tra Valsavarenche e Cogne. Una scelta che ricorda quanto, in una competizione costruita sulle montagne valdostane, la sicurezza debba necessariamente prevalere anche sui passaggi più spettacolari e simbolici.
Tra i nomi più attesi c'è naturalmente quello di Franco Collé. Il valdostano, quattro volte vincitore del TOR330 – Tor des Géants, affronta per la prima volta il TOR450 e rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse della gara. Ma proprio la natura della prova rende complicato individuare un favorito assoluto: su una distanza di 450 chilometri, con 32.000 metri di salita e oltre sette giorni teoricamente a disposizione, la tattica, la gestione del sonno e la capacità di reagire alle difficoltà possono contare quanto la velocità pura.
La concorrenza internazionale è infatti di assoluto livello. Al via ci sono atleti che conoscono già il podio del TOR450, come Peter Kienzl, terzo nel 2023, Alessandro Roncato, terzo nel 2024, alle spalle di Volker Fohrmeister, Brian Mullins, secondo nel 2025, e Masahiro Ono, terzo nella prima edizione del 2019. A loro si aggiungono diversi outsider, tra cui Lorenzo Zani, Lorenzo Franco Santin, Zach Violett, Pavol Porubcan, Emanuele Ludovisi, Enrico Alfisi e Shashwat Rao, oltre ai fratelli Jorge e Javier Galve Sainz de Varanda.
Anche la gara femminile promette grande equilibrio. Tra le protagoniste figurano Isabelle Ost e Sarah Hansel, entrambe già capaci di lasciare il proprio nome nell'albo d'oro, rispettivamente nel 2022 e nel 2024. Con loro saranno in gara Kaitlin Allen, Annie Hughes, Hafdís Guðrún Hilmarsdóttir, Xu Buqin, Céline Rouquié, terza lo scorso anno, e Amy Sproston.
Ma il TOR450 non è soltanto una sfida tra ultrarunner. Dietro i numeri della gara c'è ormai un appuntamento capace di incidere sull'immagine turistica della Valle d'Aosta e sull'economia delle località coinvolte. L'intero TORX with Kailas porta quest'anno in Valle circa 2.900 atleti provenienti da 112 nazioni, trasformando per diversi giorni Courmayeur e gli altri territori interessati dalle gare in un punto d'incontro internazionale per sportivi, accompagnatori, volontari e appassionati.
È uno degli aspetti meno visibili quando si guarda soltanto alla classifica, ma forse tra i più importanti per il territorio. Il pubblico segue gli atleti lungo il percorso, gli accompagnatori soggiornano nelle località interessate, i rifugi diventano parte integrante dell'esperienza e Courmayeur si trasforma nel cuore logistico e mediatico di una manifestazione che, attraverso lo sport, promuove un'immagine della Valle d'Aosta legata alla montagna, alla resistenza e alla conoscenza del territorio.
Non è casuale, del resto, che l'organizzazione abbia costruito attorno alle competizioni un calendario che va ben oltre la singola gara. Il programma del TORX 2026 si sviluppa dall'11 al 20 settembre, con cinque prove: il TOR450, il TOR330, il TOR130, il TOR100 e il TOR30. Dopo la partenza del TOR450, l'attenzione si sposta ora sul TOR330 – Tor des Géants, che prenderà il via domenica 13 settembre da Courmayeur con due partenze alle 10 e alle 12.
Oggi, sabato 12 settembre, è invece in programma alle 17 al Forum Sport Center la presentazione dei top runner del TOR330, appuntamento che anticipa una delle gare più attese dell'intera settimana.
Intanto, però, sulle montagne valdostane i primi 200 protagonisti del TOR450 hanno già cominciato il loro viaggio. Per loro non esistono più il giorno e la notte come li conosciamo, ma soltanto chilometri da percorrere, dislivelli da superare, energie da amministrare e decisioni da prendere. La classifica conterà, naturalmente. Ma in una gara di questa dimensione arrivare a Courmayeur sarà già, per ciascuno, una vittoria personale.
E mentre i primi concorrenti affrontano la loro seconda giornata di gara, il TORX torna così a mostrare uno dei suoi volti più autentici: quello di una Valle d'Aosta che non fa da semplice scenario alla competizione, ma diventa essa stessa parte della sfida. Una montagna difficile, severa e spettacolare che, per una settimana, viene raccontata in tutto il mondo attraverso i passi e la fatica di migliaia di persone.





