Aria pungente alla partenza, guanti e fascette per affrontare le prime ore sui sentieri, poi il sole a rendere decisamente più piacevole la giornata. La seconda edizione dello Stars Trail Luseney, appuntamento del Tour Trail Valle d’Aosta, ha trasformato Saint-Barthélemy in una giornata di sport e partecipazione, con 365 concorrenti al via delle due prove competitive. Una manifestazione che, oltre ai risultati agonistici, continua a mettere in relazione la corsa in montagna con la valorizzazione di un territorio capace di offrire scenari e percorsi di grande richiamo.
Nella STL50, sulla distanza di 51 chilometri e con 3.060 metri D+, a imporsi è stato Gilles Roux, protagonista di una gara costruita soprattutto nella seconda parte. Il ritmo sostenuto imposto inizialmente da Maurizio Macori aveva portato quest'ultimo a prendere la testa della corsa, ma Roux ha saputo recuperare terreno soprattutto in discesa, facendo valere esperienza e capacità di gestione delle energie.
La gara si è decisa progressivamente, con Roux capace di aumentare il ritmo nel finale, reso più scorrevole rispetto alla passata edizione dall'eliminazione dell'ultima ascesa. Il valdostano ha tagliato il traguardo in 5 ore 10’45”, precedendo Maurizio Macori, secondo in 5 ore 35’54”, e Marco Bortolot, terzo in 5 ore 37’10”.
In campo femminile la vittoria è andata a Nicole Mazzoni, originaria di Parma e da poco residente a Cuneo. L'atleta ha imposto fin dai primi chilometri un ritmo sostenuto, riuscendo a costruire una gara solitaria fino al traguardo, raggiunto dopo 6 ore 27’43”. Alle sue spalle si sono piazzate Alessia Gagliano, in 7 ore 58’46”, e Irene Mantica, in 8 ore 05’26”.
La storia più particolare della giornata è arrivata però dalla gara più corta. La STL25, articolata su 27 chilometri e 1.860 metri D+, ha visto infatti un arrivo a pari merito tra Gabriele Gazzetto e Massimo Farcoz, capaci di migliorare nettamente il precedente record della competizione. Il riferimento dello scorso anno, pari a 2 ore 50’07” e stabilito dallo stesso Gazzetto, è stato abbassato di 11 minuti, con i due vincitori che hanno fermato il cronometro sulle 2 ore 39’17”.
Gilles Roux (ph. acmepdiapress)
La vittoria condivisa è nata da un episodio di sportività. Gazzetto, spesso davanti a dettare il ritmo, è incappato in una caduta nella zona del bivacco Reboulaz. Farcoz, che aveva anche un conto aperto con la gara dopo l'amaro epilogo dell'edizione precedente, ha scelto di voltarsi e aspettarlo, rinunciando così a proseguire da solo. Una decisione che ha cambiato il finale della competizione e trasformato una sfida individuale in un arrivo condiviso.
Anche Farcoz ha dovuto fare i conti con qualche difficoltà, in particolare per un problema di rifornimento al Cuney. Negli ultimi chilometri, però, i due sono tornati insieme al comando e hanno deciso di affrontare fianco a fianco la parte conclusiva. Una scelta che ha dato alla gara un significato ulteriore rispetto alla semplice classifica e che rappresenta bene uno dei valori più profondi della corsa in montagna: la competizione non necessariamente cancella il rispetto per l'avversario.
Alle loro spalle André Barailler ha provato fino all'ultimo a mantenere il ritmo dei battistrada, chiudendo in 2 ore 42’55”. Un distacco contenuto che conferma il livello agonistico della prova e la qualità della competizione sui sentieri di Saint-Barthélemy.
Tra le donne si è invece ripetuta la vittoria di Tania Rosa, capace di bissare il successo dello scorso anno. L'atleta ha fatto il vuoto alle proprie spalle, chiudendo in 3 ore 23’02”, tempo che le è valso anche il 20° posto assoluto. Seconda Gaia Aglietta, in 3 ore 53’22”, mentre il terzo posto è andato a Manuela Contu, con il tempo di 3 ore 58’48”.
Ma lo Stars Trail Luseney non è stato soltanto agonismo. Particolare interesse ha suscitato anche la STL Family, passeggiata non competitiva che ha coinvolto circa 130 persone di tutte le età. Un pubblico composto da valdostani e turisti, con presenze arrivate anche dalla Polonia e dalla Spagna, a conferma della capacità della manifestazione di superare i confini della comunità locale.
Per i partecipanti alla passeggiata è stato predisposto un percorso di 2,5 chilometri, articolato in 6 tappe dedicate alla scoperta del territorio e dei sapori della tradizione locale. È proprio in questa dimensione che eventi come lo Stars Trail assumono un valore che va oltre il risultato sportivo: la corsa diventa uno strumento per raccontare la montagna, portare persone nei villaggi e creare occasioni di incontro tra residenti e visitatori.
Il trail running rappresenta infatti anche una piccola ma significativa componente dell'economia turistica valdostana. Atleti, accompagnatori e famiglie possono trasformare una gara di una giornata in un soggiorno, frequentando strutture ricettive, ristoranti e attività commerciali locali. Il valore della manifestazione, quindi, non si misura soltanto attraverso il numero degli iscritti, ma anche nella capacità di generare movimento sul territorio e di associare il nome di Saint-Barthélemy a un'esperienza sportiva e turistica.
Per una regione come la Valle d'Aosta, dove il rapporto tra sport, ambiente e turismo costituisce una delle principali leve di promozione, iniziative di questo tipo assumono anche una dimensione strategica. La montagna non viene presentata soltanto come sfondo, ma come spazio da vivere attraverso modalità diverse, capaci di distribuire i flussi anche al di fuori delle tradizionali stagioni dello sci e dell'alta montagna.
La seconda edizione dello Stars Trail Luseney lascia dunque Saint-Barthélemy con un bilancio fatto di numeri, prestazioni e soprattutto partecipazione. Dai 365 concorrenti delle gare competitive ai circa 130 partecipanti alla STL Family, passando per gli arrivi internazionali e per un finale della STL25 deciso nel segno della sportività, la giornata dimostra come una competizione possa diventare contemporaneamente evento sportivo, occasione di promozione territoriale e momento di comunità.
E forse è proprio questo il significato più interessante dello Stars Trail: in una Valle d'Aosta che cerca nuove forme per raccontare la propria montagna, correre sui sentieri non significa soltanto arrivare primi. Significa far conoscere un territorio, creare relazioni e dimostrare che la montagna può essere vissuta tutto l'anno, attraverso lo sport ma anche attraverso la cultura dell'accoglienza e la condivisione.





