È stato un Rally Valle d’Aosta da batticuore, tirato fino all’ultimo chilometro, deciso da dettagli, coraggio e nervi saldi sotto la pioggia. A trionfare nella 47ª edizione della gara valdostana, secondo appuntamento della Coppa Rally di Zona 1, sono stati Ivan Carmellino e Max Minazzi sulla Skoda Fabia, protagonisti di una sfida spettacolare contro i padroni di casa Elwis Chentre e Igor D’Herin, anche loro su Skoda.
Un duello annunciato già alla vigilia e che non ha tradito le attese. Sorpassi continui, distacchi minimi, colpi di scena e prove speciali affrontate sul filo dei decimi hanno acceso i due giorni valdostani trasformandoli in una battaglia sportiva di altissimo livello.
«È stata una gara incredibile, combattuta metro dopo metro – ha commentato a fine corsa Ivan Carmellino –. Con Elwis non si poteva mai abbassare la guardia. Vincere qui, in queste condizioni, vale tantissimo».
La gara si era subito incendiata sabato sulla Doues-Allein, dove Chentre aveva lanciato il primo affondo rifilando 2”1 a Carmellino. Ma il pilota di Borgosesia aveva risposto immediatamente nella ripetizione serale, migliorando il proprio crono nonostante il buio e chiudendo la prima giornata davanti per appena tre decimi.
Domenica mattina la pioggia, caduta già dalle prime luci dell’alba, ha rimescolato ancora le carte. Chentre sembrava avere ripreso il controllo della corsa vincendo la Saint Marcel e tornando leader della generale. Carmellino però restava agganciato al rivale e sulla successiva Saint Vincent-Emarèse riduceva il distacco a soli 2”2.
Poi il colpo di scena che ha deciso il rally.
Sull’ultimo passaggio della Saint Marcel, mentre la lotta per la vittoria era apertissima, sull’abitacolo di Chentre si è improvvisamente staccato un estintore, finendo contro la pedaliera e complicando la guida del valdostano proprio nei chilometri decisivi.
«Ho cercato di gestire la situazione ma ho perso secondi preziosi – ha raccontato amareggiato Elwis Chentre –. Peccato, perché stavamo lottando alla pari».
Un problema costato quasi cinque secondi e che ha spalancato la porta a Carmellino, bravo ad attaccare senza esitazioni nonostante anche un contatto contro una rotoballa. Il piemontese ha poi piazzato il sigillo definitivo vincendo pure l’ultima Saint Vincent e andando a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Rally Valle d’Aosta, bissando così il successo ottenuto a Santo Stefano Belbo e consolidando la leadership nella classifica di zona.
Per Chentre sfuma invece il sogno del sesto successo nella gara di casa, al termine comunque di una prestazione maiuscola che ha infiammato il pubblico lungo le prove speciali.
Alle spalle dei due grandi protagonisti ha chiuso in terza posizione il toscano Thomas Paperini, navigato da Monica Cicognini, autori di una gara concreta e velocissima sulla Skoda Fabia della Power Group. Sempre costanti, i pistoiesi sono stati per tutta la corsa la terza forza assoluta.
Quarta piazza per i valdostani Alberto Branche e Nadir Bionaz sulla Hyundai i20, capaci anche di staccare il terzo miglior tempo assoluto nel primo passaggio sulla Saint Marcel. Quinti assoluti Marcel Porliod e André Perrin, all’esordio sulla Skoda evoluta del Team Bianchi.
Sesta posizione per Federico e Tatiana Santini, finalmente al traguardo dopo un avvio di stagione complicato, mentre hanno chiuso settimi Claudio Vona e Simone D’Agostino. Ottavi gli svizzeri Florian Gonon e Frédéric Hogon, impegnati in Valle d’Aosta come test in vista degli appuntamenti oltralpe.
Nono posto per il cuneese Cristiano Fenoglio, affiancato da Marco Rosso, tornato in gara per riprendere confidenza con la Skoda nella prima uscita stagionale. A completare la top ten Manuel Dublanc e Alex Paonna.
Tra le vetture Classic successo per Alessandro Chenal e Daniele Araspi sulla Peugeot 306 preparata dalla Ike Racing. Secondi i biellesi Claudio Bergo e Maurizio Trombini su Mitsubishi, terzi Marco Giordanino e Renato Meroni sulla Peugeot 106.
Numeri importanti anche sul fronte della partecipazione: dei 146 equipaggi partiti, ben 115 hanno concluso regolarmente una gara resa durissima dalla pioggia e da condizioni rese insidiose prova dopo prova.





