Il Festival delle Arti Marziali cresce anno dopo anno, e per questa edizione – la terza – si allarga ad altre discipline affini, portando a sette il numero totale delle associazioni coinvolte nell’evento di sabato 16 maggio al Palaindoor di Aosta: ci saranno per l’Aikido il Dojo Yujo VDA, per il Karate il Dojo Kun Bruno Politano, per il Kung fu il Dojo Tien Shu, per il Krav Maga il Dojo Tora Kai, per il Ju-jutsu l’Hontai Yoshin Ryu, per il Pugilato il Boxing Team Aosta e per il Tai chi l’associazione Imago.
Il Festival delle Arti Marziali è l’evento conclusivo del progetto “Social: Navigare tra cyberbullismo e consapevolezza”, realizzato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Aikido VDA nell’ambito dell’avviso pubblico “VDA GIOVANI 2025” dell’Assessorato affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili e finanziato dal Fondo regionale politiche giovanili (l.r. 12/2013).
Il programma del Festival prevede la mattinata di venerdì 15 dedicata ai circa 120 ragazzi e ragazze delle scuole coinvolte nel progetto, che si potranno confrontare e “tirare le fila” su quanto emerso durante gli incontri in classe sul tema del cyberbullismo, e successivamente potranno provare le discipline grazie alle scuole presenti.
Nel pomeriggio di sabato il Festival delle Arti Marziali si apre al pubblico (ad accesso libero), che a partire dalle 15 potrà provare gratuitamente le sette discipline e poi, dalle 16.30, assistere alle esibizioni.
“Il Festival delle Arti Marziali è un progetto nato come un piccolo sogno che, anno dopo anno, continua a crescere e a consolidarsi: siamo partiti dalle tre discipline della prima edizione alle sette di quest’anno – ha detto nella conferenza stampa di presentazione Rocco Foti, Maestro 5° Dan dell’ASD Aikido VDA, responsabile del progetto. Ci siamo allargati alle discipline affini, come krav maga e pugilato, perché hanno un obiettivo comune con tutte le arti marziali: incanalare energia nel rispetto dell’avversario. Credo che l’evoluzione delle diverse discipline passi anche attraverso lo scambio, il confronto e la costruzione di una comunità di persone che condividono valori comuni e credono profondamente nelle arti marziali e nelle discipline affini. Purtroppo esiste ancora la tendenza a considerare il proprio stile o la propria disciplina superiore alle altre. Proprio per questo, sono particolarmente soddisfatto di poter coinvolgere, in questa terza edizione, un gruppo di maestri e di realtà sportive aperte al dialogo, disponibili al confronto e pronte a mettersi in gioco. Le nuove generazioni crescono anche attraverso l’esempio degli adulti: l’obiettivo del Festival delle Arti Marziali è proprio quello di offrire un modello positivo, basato su rispetto, apertura e crescita reciproca”.
“Questo progetto parla ai ragazzi partendo da quanto vivono ogni giorno – ha affermato Alina Sapinet, Assessora all’Istruzione, allo Sport e al Benessere del Comune di Aosta, che ha concesso il patrocinio al Festival. Educare i giovani a un uso più consapevole dei social significa aiutarli a comprendere che ogni parola, ogni immagine e ogni comportamento hanno un peso reale. In questo percorso, l’arte marziale diventa uno strumento educativo particolarmente efficace: insegna equilibrio, rispetto dell’altro, autocontrollo e gestione del conflitto. Unendo riflessione, esperienza pratica e crescita personale, offriamo ai giovani occasioni concrete per acquisire maggiore consapevolezza, responsabilità e capacità di relazione al di fuori dei banchi scolastici”.
“Questo progetto è finanziato dalla legge regionale 12 del 2013 “Promozione e coordinamento delle politiche a favore dei giovani” e si rivolge alla fascia d’età tra i 14 ed i 35 anni - spiega Fatima Moukhliss, dirigente della Struttura Programmazione fondo sociale europeo e politiche giovanili. L’unione tra la consapevolezza nell’uso del digitale e la pratica dell’aikido è un punto di forza molto importante del progetto”.
Il progetto “Social: Navigare tra cyberbullismo e consapevolezza”
Il progetto, che si inserisce sulla scia dei precedenti progetti “Disinneschiamo il bullismo con le arti marziali” del 2024 e “Violenza di genere: ti disarmo!” del 2025, nasce per accompagnare i più giovani in un percorso educativo che unisce uso consapevole dei social, rispetto reciproco ed educazione emotiva. L’obiettivo è aiutare gli studenti, anche grazie al supporto di una psicologa, a riflettere su ciò che pubblicano e condividono online, comprendendo le conseguenze concrete che parole, immagini e comportamenti digitali possono avere nella vita reale. Il progetto ha coinvolto circa 120 alunni delle Scuole Secondarie di Secondo Grado: le classi 3^IAM e 3^MAT del Don Bosco di Châtillon, la 2^A sociale e la 2^C turistico dell’ITPR, e 1^A, 1^B e 1^P dello IAR.
“Questo progetto si è rivelato un’esperienza particolarmente significativa nell’affrontare un fenomeno diffuso ma spesso poco discusso tra i giovani – ha spiegato Federica Cozza, Psicologa clinica nell’ambito delle cure primarie per adolescenti e adulti coinvolta nel progetto. Siamo immersi nel digitale, ma ci fermiamo ancora poco a riflettere su come le nostre parole e azioni nel virtuale possano avere riflessi nella vita reale. Attraverso attività esperienziali, i ragazzi hanno potuto sperimentare in modo concreto il valore del rispetto, del controllo di sé e della gestione delle emozioni, elementi fondamentali anche nelle relazioni online. Il lavoro svolto ha evidenziato quanto siano sottili i confini tra scherzo e comportamento lesivo e quanto sia quindi essenziale promuovere consapevolezza e prevenzione. L’approccio adottato ha favorito una maggiore capacità di riconoscere e affrontare situazioni di cyberbullismo, stimolando al contempo una riflessione più profonda sulle proprie azioni e responsabilità. L’aikido è uno strumento per fare qualcosa di diverso, per entrare in contatto fisicamente con l’altra persona rispettandola, cercando di capire cosa proviamo noi e cosa prova l’altro”.
Il percorso ha visto laboratori e momenti di dialogo sul cyberbullismo e sull’uso responsabile dei social, moduli pratici in palestra dedicati alla connessione tra mente e corpo, e momenti di riflessione e condivisione dei risultati in classe, prima dell’evento conclusivo del Festival delle Arti Marziali aperto alle classi e al pubblico. Elemento distintivo dell’iniziativa è l’utilizzo dell’Aikido come strumento formativo: non solo arte marziale, ma pratica fondata su equilibrio, rispetto e non violenza, capace di aiutare i ragazzi a canalizzare le emozioni, sviluppare autocontrollo e trasformare il conflitto in relazione consapevole. In questo modo, il progetto mette in dialogo educazione digitale e crescita personale, offrendo ai giovani strumenti concreti per muoversi nel mondo online in modo più etico, empatico e sicuro.
“In qualità di Responsabile del progetto e istruttore di Difesa Personale, sono pienamente soddisfatto per il percorso realizzato e per il coinvolgimento dimostrato dagli studenti – commenta Rocco Foti. È emerso con chiarezza come i ragazzi abbiano una conoscenza ancora piuttosto generica del fenomeno del cyberbullismo e, soprattutto, una percezione limitata delle reali conseguenze delle azioni compiute sui social. Questo conferma la necessità di rafforzare gli interventi di sensibilizzazione nelle scuole, orientandoli non verso il proibizionismo, ma verso lo sviluppo di una maggiore consapevolezza e responsabilità individuale. In questo contesto, lo sport — e in particolare le arti marziali — si conferma uno strumento educativo efficace: favorisce disciplina, autocontrollo e gestione delle emozioni, contribuendo a prevenire un utilizzo eccessivo dei social e offrendo al contempo una valvola di sfogo positiva e costruttiva”.
Tutti gli aggiornamenti sul progetto e sul Festival delle Arti Marziali sono disponibili sui profili Facebook e Instagram dell’ASD Aikido VDA.
Per info stampa: Orlando Bonserio – 3282129697 – orlandobo@gmail.com






