CICLISMO - 01 maggio 2026, 13:51

A Dorio, Leo, Marchi e Mancinelli la tappa di Bicimparo di Aosta

All’ex stadio Mario Puchoz di Aosta, una di quelle giornate che raccontano bene non solo lo sport, ma anche un pezzo di educazione quotidiana. Lunedì 27 aprile, sotto la regia del Gs Lupi Valle d’Aosta, la tappa aostana di Bicimparo – Kinder Joy of moving ha riportato centinaia di ragazzi a pedalare, imparare e soprattutto divertirsi con la bicicletta come strumento di crescita

A Dorio, Leo, Marchi e Mancinelli la tappa di Bicimparo di Aosta

È una manifestazione che nel capoluogo regionale è ormai di casa: quinto anno consecutivo, e ogni volta sembra funzionare un po’ meglio. Perché qui non si parla solo di sport, ma di stile di vita, di sicurezza, di autonomia dei più piccoli e di quel rapporto sano con il movimento che troppo spesso, oggi, viene sacrificato tra schermi e divani.

La mattinata ha visto protagonisti circa un centinaio di alunni delle scuole primarie dell’Istituzione scolastica J.B. Cerlogne di Saint-Pierre e Saint-Christophe Pallin. Tre i momenti chiave: sicurezza stradale con la Polizia di Stato, conoscenza della bicicletta nelle sue componenti meccaniche e infine la prova pratica.

Ed è proprio qui che il Puchoz si è trasformato in una piccola palestra a cielo aperto: birilli, “cinesini”, curve strette e passaggi obbligati. Un percorso semplice solo in apparenza, perché dietro c’è coordinazione, equilibrio e soprattutto concentrazione. E si vedeva chiaramente come per molti bambini fosse più di un gioco: era scoperta.

Nel pomeriggio spazio invece alla categoria Giovanissimi, con la classica prova di abilità che ha selezionato i migliori 32 atleti per le staffette miste. In palio, oltre alla soddisfazione sportiva, anche un biglietto simbolico ma pesantissimo: la qualificazione alla finale nazionale del 19 giugno a Viareggio per il circuito Bicimparo – Kinder Joy of moving 2026.

Una formula semplice ma efficace: eliminazione diretta, quarti, semifinali e finale. Gara tirata, emozionante, con quel mix di entusiasmo e tensione che solo i più giovani sanno mettere in pista senza filtri.

A imporsi è stato il quartetto formato da Simone Dorio, Sebastian Leo, Mathis Marchi e Cesare Mancinelli, che ha avuto la meglio su Filippo Baldon, Teo Sartori, Sofia Locci e Giacomo Spairani.

Terzo posto per Marta Rizzo, Céline Pellissier, Ian Persico e Mattia Bellon, mentre ai piedi del podio si sono fermati Liam Janin, Solei Bianquin, Noah Valenti e Matteo Rapelli.

Risultati che contano, certo, ma in questo tipo di manifestazioni contano forse ancora di più le facce: quella concentrazione prima della partenza, il sorriso dopo l’arrivo, le pacche sulle spalle tra compagni e avversari che, a quell’età, sono ancora prima di tutto coetanei che si misurano.

Al netto della cronaca sportiva, questa tappa di Bicimparo conferma una cosa piuttosto evidente: quando scuola, associazioni sportive e istituzioni lavorano insieme, il risultato si vede.

E forse è proprio questo il punto più interessante. Perché non si tratta solo di insegnare a pedalare, ma di costruire un’idea di mobilità, sicurezza e autonomia che accompagna i ragazzi anche fuori dal campo gara.

Se poi qualcuno pensa che siano “solo giochi”, probabilmente non ha mai visto con quanta serietà un bambino affronta un percorso tra i birilli quando sente che sta imparando qualcosa di vero.

E alla fine, tra classifiche e qualificazioni, resta l’immagine più semplice e più forte: un gruppo di ragazzini che scende dalla bici con il fiatone, ma con l’aria di chi ha appena fatto qualcosa che conta davvero.

je.fe.

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