L’unico spiraglio lasciato alle avversarie è il miglior tempo in qualifica, conquistato dalla ceca Adela Pernicka. Per il resto, è un monologo. Dalle batterie fino alla finale, Tormena detta il ritmo, gestisce, controlla. E quando serve, affonda.
L’ultimo atto è la sintesi perfetta della sua gara. Parte forte l’ucraina Mariia Sukhopalova, prova a imporre il passo, con Gaia incollata alla ruota. Dietro, la francese Margaux Borrelly resta subito tagliata fuori. Basta meno di un giro: Tormena cambia marcia, prende il comando e costruisce il vuoto. Nel tratto tecnico allunga ancora, poi si concede il lusso di alzare le braccia sul traguardo, chiudendo in 2’11”, con 3”42 su Sukhopalova e quasi nove secondi su Borrelly.
Il percorso verso la finale è altrettanto netto. In qualifica è seconda per appena quattro millesimi, alle spalle di Pernicka, davanti all’olandese Didi de Vries. Poi, però, cambia tutto: quarti e semifinale diventano terreno di gestione intelligente, con Tormena sempre in testa e capace di amministrare lo sforzo fino agli ultimi metri. Nella terza batteria dei quarti si impone davanti ad Amandine Vidon, mentre in semifinale controlla ancora Sukhopalova, lasciandola a oltre un secondo.
Il risultato è un palmarès che ormai parla da solo. Dopo il primo titolo nel 2019 a Waregem e l’argento nel 2020 a Leuven, alle spalle di Isaure Medde, arriva una striscia impressionante: quattro vittorie consecutive dal 2021 al 2024 — Graz, Barcellona, Palangka Raya, Aalen — a cui si aggiunge oggi il sesto sigillo mondiale.
Più che una vittoria, una conferma: nell’Xc Eliminator, Gaia Tormena resta il punto di riferimento. E, per ora, non sembra avere rivali.





