SPORT INVERNALI - 29 marzo 2026, 17:52

GRAZIE CHICCO! Le lacrime, le emozioni, quel momento speciale seduto sul podio

Ora inizia un’altra vita per il campione di Nus. Saint-Barthélemy chiude tre giornate di pura magia

GRAZIE CHICCO! Le lacrime, le emozioni, quel momento speciale seduto sul podio

A volte, il silenzio, racconta più di mille parole. Federico Pellegrino sale sul palco per salutare e ringraziare, poi le emozioni prendono il sopravvento. Il discorso si interrompe e sotto gli occhiali da sole spuntano le lacrime. Si siede sul primo gradino del podio, resta lì immobile per qualche secondo, a ricevere un lunghissimo applauso dal mondo del fondo, dai giovani che rappresentano il futuro, dagli ormai ex compagni di squadra.

«Sarà una nuova vita, non più legata allo sport professionistico, ma aperta a tutto ciò che potrà arrivare. E sì, lo ammetto: sono sfinito, non ho quasi più voce per parlare. In questi giorni penso di essere riuscito a scambiare qualche parola con tutti. È successo. Ed è stato un successo. Sono felicissimo, perché in questi giorni tanti amici sono venuti a farmi i complimenti e a ringraziarmi. Eppure, questa idea era nata al contrario: ero io che volevo ringraziare voi. Tutti voi, per il sostegno che mi avete dato durante tutta la carriera, perché mi avete sempre spinto avanti. Mi rivolgo agli atleti, agli allenatori, agli appassionati, al mondo dello sci di fondo, a tutta la Valle d’Aosta e all’Italia intera. Quest’anno è stato un anno incredibile, quasi irreale: dalle Olimpiadi alla responsabilità di portare la bandiera, dalle gare di Coppa del Mondo a tutto ciò che ne è seguito. E poter concludere così è davvero un sogno che si realizza. Ora, proprio in questo momento, sto prendendo pienamente consapevolezza di ciò che è accaduto e di quanto questo significato sia grande. Grazie a tutte le persone che mi sono state accanto. Grazie di cuore». 

Camillo Rosset, sindaco di Nus: «Si concludono questi tre giorni, un sogno che si realizza. Siamo stati fortunatissimi, quasi baciati dalla buona sorte, grazie anche a un meteo straordinario. Ho trovato bellissima anche la scelta dello sci club di assegnare tre trofei in memoria di Arlian, Favre e Trossello, persone che hanno dato tantissimo alla nostra valle di Saint Barthélemy e che hanno sempre creduto profondamente in questo territorio. Amo immaginarle dall’alto, mentre ci guardano e sicuramente gioiscono per il risultato straordinario che la comunità ha saputo esprimere. Credo che questo non rappresenti un epilogo, ma l’inizio di una nuova era per la valle di Saint Barthélemy: un’epoca nella quale l’amministrazione auspica lo sviluppo di nuove attività, che oggi forse mancano, ma che potranno nascere proprio grazie alla spinta che questo evento ha generato. Questa mattina ho rivisto le riprese delle dirette televisive: da sindaco mi sono commosso. È stato emozionante pensare di poter mostrare questa bellezza in giro per il mondo». 

Alessandro Plater, presidente dello sci club Saint-Barthélemy: «Siamo arrivati alla conclusione di un progetto che Chicco ci aveva proposto più di un anno fa, quando ci confidò il suo desiderio di chiudere la sua carriera con un Campionato Italiano proprio qui. Oggi siamo qui, dopo mesi di lavoro intenso e un weekend straordinario. Le difficoltà non sono mancate: abbiamo dovuto fare i conti con una logistica complessa, che fin dall’inizio rappresentava la sfida principale. Organizzare un evento così non è mai facile, eppure abbiamo osato, con determinazione e senza presunzione. Abbiamo creduto nel lavoro svolto fin dall'inizio, e i risultati di oggi dimostrano che quella fiducia era ben riposta. Voglio ringraziare l’enorme numero di persone che hanno reso possibile tutto questo. Un ringraziamento particolare va all’amministrazione regionale e a quella comunale, che hanno creduto nel progetto, così come tutti gli sponsor. E infine il grazie più sentito va a quest’uomo (Chicco, ndr), a questo personaggio, a questo amico con il quale si è instaurato un rapporto difficile da descrivere. La sua presenza e il suo impegno sono stati fondamentali». 

red

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