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CALCIO | 30 settembre 2022, 08:00

Papa Francesco, non è una guerra tra Russia e Ucraina, ma una guerra mondiale

Si terrà il 14 novembre all’Olimpico di Roma una partita, promossa da Scholas Occurentes, alla quale hanno aderito grandi stelle del calcio. Un’iniziativa che guarda alla pace soprattutto in Ucraina e ricorderà Diego Armando Maradona, il campione argentino scomparso nel 2020. Nel pomeriggio la presentazione presso la Radio Vaticana

Papa Francesco, non è una guerra tra Russia e Ucraina, ma una guerra mondiale

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Un calcio alla guerra, all’indifferenza, alla violenza per abbracciare la pace, l’unità, la concordia, valori che da sempre lo sport cerca di veicolare. E’ lo spirito con il quale ci si appresta a vivere la 3a edizione della Partita per la Pace, benedetta da Papa Francesco, che vedrà il sostegno delle più grandi stelle del calcio mondiale. Si terrà il 14 novembre, allo Stadio Olimpico di Roma, e lo slogan sarà “We Play For Peace”. Anima dell’iniziativa è Scholas Occurentes, che da tempo lavora con i giovani aiutandoli a crescere nella loro consapevolezza, a crescere in un mondo più a loro misura. Un’edizione nel segno della pace, quanto mai urgente a sette mesi dal conflitto in Ucraina, e nel ricordo di Diego Armando Maradona, amico di Scholas Occurentes.

Nel pomeriggio la presentazione presso la Radio Vaticana alla quale hanno preso parte il capitano della Lazio, Ciro Immobile, il calciatore della Roma Marash Kumbulla, e l’ex compagno di squadra di Maradona, Ciro Ferrara. Saranno molti i campioni che prenderanno parte all’evento come Ronaldinho, Caniggia e Stoichkov. Molti altri come Messi, Dybala, Buffon hanno inviato messaggi di sostegno per la Partita della pace.

La presentazione della Partita per la pace nella sala Marconi della Radio VaticanaLa presentazione della Partita per la pace nella sala Marconi della Radio Vaticana

La vittoria della pace

A prendere la parola anche il presidente biancoceleste Claudio Lotito che ha ricordato come sia importante recepire gli appelli del Papa sulla guerra, come sia importante essere avversari e non nemici sul campo di gioco e che iniziative di questo tipo aiutano a creare amicizia e armonia, le strade per contrastare i conflitti. “La nostra vittoria è la vittoria della pace”. Sulla stessa linea il dirigente della As Roma, Francesco Pastorella che ha ricordato le iniziative della squadra giallorossa a favore del popolo ucraino e di quello afghano.

Un messaggio anche per i giovani

“Credo sia importante dare un messaggio, ancora una volta come abbiamo fatto in passato, forte e chiaro per la pace – sottolinea a Vatican News Ciro Immobile - in questa partita voluta fortemente da Papa Francesco. Sono contento di potergli dare una mano, io come capitano della Lazio ma anche la Roma, siamo insieme per dare una mano al popolo in difficoltà”. “L’unione fa la forza ed è un messaggio chiaro che dobbiamo dare ai giovani”. Infine, un pensiero per Diego Armando Maradona, punto di riferimento anche per Immobile quando era bambino. “E doveroso ricordarlo soprattutto per noi napoletani che lo portiamo nel cuore e siamo vissuti e cresciuti col suo mito”. Sulla stessa linea il calciatore della Roma, Marash Kumbulla che ha ricordato che “qui non ci sono avversari né squadre ma solo chi lavora per la pace”.

Il ricordo di Maradona

Napoletano lo è anche Ciro Ferrara, invitato alla Partita per la Pace – come lui stesso ha ricordato – perché ha avuto l’onore di giocare con Diego Armando Maradona. “Questa iniziativa – afferma – offre un messaggio importante in questo momento drammatico, quindi mi auguro che lo stadio possa essere pieno e soprattutto che venga sostenuta”. Ricordando il campione argentino regala un aneddoto. “Ci sono tante cose che mi legano a lui, posso ricordare il primo giorno che l'ho incontrato. È stato al San Paolo il giorno della sua presentazione. In quella circostanza, lui mi aveva premiato perché avevamo appena vinto lo scudetto allievi ma non avrei mai immaginato che 20 giorni dopo sarei stato in ritiro con lui. Da quel ritiro sono partiti 7 anni bellissimi. E’ stato un rivoluzionario sotto tanti punti di vista”.

red

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