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CALCIO | 03 aprile 2020, 16:55

Uefa, Eca ed European Leagues surreali: ripartenza dei campionati attorno alla metà di maggio

Rischio estromissione dalle Coppe Europee per chi, come il Belgio, dichiara conclusa la stagione motu proprio. La conclusione della stagione corrente sarà coordinata con l’inizio della prossima. Vedremo come

Andrea Agnelli e Aleksander Ceferin

Andrea Agnelli e Aleksander Ceferin

Non solo la ferrea volontà di ripartire con i campionati nazionali, ma anche la minaccia che chi dovesse dichiarare finito anzitempo il proprio “torneo” (è il caso, per ora unico, del Belgio, che ha assegnato lo scudetto al Bruges, forte dei suoi 15 punti di vantaggio sulla seconda) rischia seriamente di venire estromesso dalle Coppe Europee della prossima stagione.

Difficile dire se chi governa il calcio continentale sia in questo momento più sordo, più cieco o semplicemente più concreto.

Tant’è.

Uefa, Eca ed European Leagues hanno inviato una lettera firmata dai rispettivi presidenti Aleksander Ceferin, Andrea Agnelli e Lars-Christer Olsson a Federazioni, club e Leghe per cercare di fare il punto sulla situazione alla luce dell’emergenza Coronavirus.

Ricordato come il calcio europeo sia stato “capace di reagire come un’unica famiglia unita”, i tre presidenti, hanno ribadito come sia di primaria importanza “che anche un evento dirompente come un’epidemia non impedisca alle nostre competizioni di essere decise sul campo e che tutti i titoli sportivi siano assegnati sulla base dei risultati. Come leader responsabili è questo quello che dobbiamo assicurare, finché esiste l’ultima possibilità e finché ci sono delle soluzioni disponibili”.

Che al momento non ci sono.

Nella lettera viene confermato che ci sono due gruppi di lavoro che stanno lavorando sui calendari,

valutando in particolare gli scenari che contemplano l’ipotesi di giocare anche i mesi di luglio e agosto, con la conseguenza che le Champions League ed Europa League ripartano una volta completate quelle nazionali.

Per questo, ribadisce la lettera, “una gestione condivisa dei calendari è strettamente richiesta in quanto la conclusione della stagione corrente deve essere coordinata con l’inizio della prossima”.

Data la situazione attuale, si legge ancora nella lettera, è possibile che venga indicata come possibile ripartenza una data attorno alla metà di maggio.

Il che sembra davvero un’utopia, se davvero gli allenamenti – quantomeno in Italia - non dovessero riprendere soltanto in concomitanza con lo “zero contagi” su tutto il territorio nazionale.

Fermare le competizioni dovrebbe essere l’ultima spiaggia una volta riconosciuto che nessuna alternativa a livello di calendario permetterebbe di concludere la stagione. Siamo convinti che il calcio possa ripartire nei mesi a venire, alle condizioni che saranno dettate dalle autorità pubbliche, e crediamo che qualsiasi decisione di annullare le competizioni nazionali sia, in questa fase, prematura e ingiustificata. Poiché la partecipazione alle competizioni Uefa è determinata dai risultati sportivi ottenuti alla fine di una competizione nazionale completa, una chiusura prematura solleverebbe dei dubbi sul rispetto di tale condizione e la Uefa si riserva di valutare il diritto dei club a essere ammessi alle competizioni europee 2020-21”.

 

Walter Alberto

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