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CALCIO | 11 luglio 2019, 05:00

La vecchia signora gioca (forte) in Borsa

La vecchia signora gioca (forte) in Borsa

Il 10 luglio del 2018, dopo settimane di indiscrezioni infuocate, avviene l’impensabile: il bomber del Real Madrid Cristiano Ronaldo passa alla Juve, tra un’intervento della Consob e un rally di Borsa grazie al quale più di qualche ben informato ha guadagnato laute plusvalenze. Mentre CR7 entra nel club bianconero al costo di cartellino di 100 milioni di euro e con un ingaggio record fino al 30 giugno 2022, la Vecchia Signora si accolla un costo calcolato in 357 milioni e alcuni traders indovinano la speculazione della vita.

Che affare, CR7: 869 mln di euro in più di capitalizzazione in Borsa, un guadagno del 120%... ma è tutto oro quel che luccica?

E’ passato un anno, dal trionfale approdo in bianconero di Cristiano Ronaldo, è arrivato quindi il momento di tirare le somme in campo e fuori. Sul rettangolo di gioco CR7 ha fatto 21 gol in 30 presenze in Serie A, festeggiando con la squadra la vittoria del campionato (l'ottavo di fila per il club). Sono stati 6 i gol segnati da Cristiano nelle 9 presenze in Champions League e 1 nelle 3 presenze in Coppa Italia e Supercoppa, trofei che i bianconeri non hanno vinto.

L'effetto CR7 su tutto il sistema Juve “fuori dal campo” si può certamente dire che sia stato travolgente: la Juventus ha guadagnato un posto nell’Ftse Mib, l'indice italiano di Borsa più prestigioso, a Piazza Affari i bianconeri hanno anche capitalizzato un aumento di ben 869 milioni di euro in più, con un guadagno del 120 per cento rispetto all’era pre-Ronaldo.

Provando a guardare solo i numeri, sembra che proprio in Borsa la Juve abbia vinto la sua Champions League 2018/19: il prezzo del titolo al 29 giugno dello scorso anno, prima che iniziasse il terremoto di notizie e indiscrezioni sul possibile arrivo in squadra di CR7, si aggirava sui 0,66 euro, successivamente ha raddoppiato il proprio valore arrivando fino agli attuali 1,51 euro. Tra rally di borsa e scossoni al titolo Juventus, la Vecchia Signora è passata da 660 milioni a 1,53 miliardi di capitalizzazione!

Siamo sicuri che la Juve non abbia fatto il passo più lungo della gamba, visto che i debiti continuano a crescere?

La prematura uscita dalla Champions League ai quarti di finale ad opera dell'Ajax ha sicuramente scombussolato i piani di Agnelli e del suo management, infatti i risultati sul campo dovrebbero portare i bianconeri a chiudere il bilancio in rosso. Uno studio di Intermonte stima per i bianconeri una perdita netta sull'esercizio vicina ai 50 milioni. L’utile operativo, secondo lo stesso studio, sarebbe negativo per 32 milioni, 585 milioni arriverebbero dai ricavi (in crescita da 505 milioni), risulterebbe essere positivo (+8%) il margine operativo lordo per 132 milioni. Quello che sembra sicuro, è che l’arrivo del portoghese dovrebbe aver generato un boom di ricavi commerciali intorno ai 115 milioni, oltre a diritti tv e vendita biglietti dell'Allianz Stadium di Torino.

E’ il debito bianconero a generare i maggiori punti interrogativi: un anno fa si attestava a 309,8 milioni, ma a fine dicembre era salito già a 384,3 milioni. Alcune indiscrezioni di mercato lasciano trapelare un debito attuale che potrebbe ormai aver superato i 500 milioni. In attesa che i risultati sul campo europeo arrivino a dare una mano, nello scorso febbraio il club ha deciso di emettere il «Ronaldo Bond»: questa obbligazione da 175 milioni paga una cedola fissa al 3,375% in scadenza nel 2024 ed è quotata sull'EuroTlx di Dublino. Il «CR7 bond» è privo di rating ed ha un prospetto che mette i brividi agli investitori meno propensi al rischio, ma è stato premiato da adesioni per oltre 250 milioni anche sull'onda dell'entusiasmo per il calciatore portoghese.

Che succede se i bianconeri non portano a casa la Champions 2019/20?

Secondo gli esperti della redazione di Mr Banca, miglior sito sul trading online, soldi e investimenti, non sbaglia chi dice che il club ha fatto «un passo più lungo della gamba»: l’indebitamento elevato e l’attuale quotazione in Borsa a 18 volte circa il valore dei mezzi propri (79,5 milioni a dicembre, si pensi al multiplo di 5,9 volte del Manchester United) lasciano pensare a una “bolla speculativa bianconera”. I conti sono zavorrati dai costi di ammortamento del cartellino dei giocatori, a partire proprio da quello di Cristiano, che pesano per una cifra vicina ai 300 milioni, in crescita del 27% rispetto al relativo dato precedente.

Tutto questo turbine di numeri e di segni positivi o negativi portano la Juve 2019-20 a un obbligo preciso: vincere la tanto agognata Champions League, non per la gloria quanto per mettere finalmente un po’ a posto il conto economico.

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