Sarà l’intervento dell’atleta paralimpico Egidio Marchese, protagonista nel curling, a chiudere un pomeriggio che si annuncia denso di contenuti e non solo simbolico. Domani, martedì 3 marzo, dalle ore 15, alla Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, la Filt Cgil nazionale promuove l’iniziativa dal titolo “L’Economia della Montagna. Olimpiadi e Paralimpiadi tra diritti, sicurezza, sostenibilità e inclusione”.
Un appuntamento che parte dal lavoro negli impianti a fune, ma che allarga subito lo sguardo a tutto il comparto dei trasporti. Perché se le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali si reggono su piste e atleti, è altrettanto vero che senza funivie, cabinovie e personale qualificato semplicemente non si va da nessuna parte. E dietro ogni impianto c’è lavoro: turni, responsabilità, formazione, rischi.
Al centro del confronto ci saranno temi tutt’altro che secondari: diritto di sciopero, sicurezza sul lavoro, rapporto con i territori montani, sostenibilità ambientale, parità di genere, inclusione e accessibilità. Questioni che, in vista dei grandi eventi internazionali, diventano ancora più delicate. Perché la vetrina mondiale non può trasformarsi in una zona franca dove i diritti arretrano in nome dell’urgenza o dell’immagine.
A portare la voce della Valle d’Aosta sarà Cristina Marchiaro, segretaria generale della Filt Cgil VdA e componente del Dipartimento nazionale impianti a fune. La sua presenza non è solo formale: il territorio valdostano conosce bene il peso economico e sociale del settore funiviario, che rappresenta un’infrastruttura essenziale non soltanto per il turismo, ma per la mobilità stessa delle comunità alpine.
Ad aprire i lavori saranno Stefano Malorgio, segretario generale Filt Cgil, Andrea Grosselli, segretario generale Cgil Trentino, e Cristina Masera, segretaria generale Cgil AGB. Seguirà la relazione di Marchiaro, che entrerà nel merito delle condizioni di lavoro negli impianti a fune, settore strategico per le aree montane e per l’organizzazione delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi.
Il cuore dell’iniziativa sarà una tavola rotonda moderata da Viviana Flamigni, del Dipartimento nazionale Mobilità Filt Cgil, con la partecipazione di rappresentanti sindacali, istituzionali e del settore funiviario, tra cui dirigenti di ANEF, Doppelmayr Italia, del Comune di Milano e della Cgil.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: ribadire che Olimpiadi e Paralimpiadi devono essere un’opportunità di sviluppo che metta al centro lavoro di qualità, sicurezza e diritti, senza dimenticare inclusione e accessibilità. Non un evento calato dall’alto, ma un’occasione per rafforzare un modello di economia della montagna capace di coniugare competitività e responsabilità sociale.
In fondo, la vera sfida non è soltanto organizzare gare perfette o impianti efficienti. È dimostrare che anche nei grandi eventi internazionali il lavoro non è una variabile dipendente, ma il fondamento stesso su cui tutto si regge. E su questo, domani a Milano, il confronto si preannuncia tutt’altro che rituale.