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SPORT INTEGRATO | 28 ottobre 2021, 21:07

Wheelchair Curling, a Pechino l’Italia retrocede nel Gruppo B

Con le due sconfitte nell'ultima giornata di round robin della massima rassegna iridata gli azzurri non riescono a mantenere la categoria e dicono addio ai sogni olimpici

Egidio Marchese pronto al riscatto

Egidio Marchese pronto al riscatto

Cala il sipario su Pechino per l’Italia di wheelchair curling. Il Mondiale Gruppo A, infatti, si è rivelato più impervio del previsto per gli azzurri di Roberto Maino. Dopo la promozione della scorsa primavera in seguito al terzo posto nella rassegna iridata Gruppo B sul ghiaccio di Lohja, il valdostano Egidio Marchese (Disval) e i compagni erano chiamati all’impresa per tornare alle Paralimpiadi a distanza di dodici anni dall’ultima volta (Vancouver 2010).

Per arrivare ai Giochi del prossimo inverno (4-13 marzo) sullo stesso ghiaccio su cui hanno giocato in questi giorni, serviva chiudere tra le prime quattro e accedere alle semifinali del Mondiale della massima serie da cui gli azzurri mancavano da nove anni. Nell’ultima giornata del round robin, che di fatto ha concluso l’avventura azzurra in Cina, sono arrivate le sconfitte contro Lettonia (5-3) e Canada (3-0), che hanno significato un’altra brutta notizia per l’Italia: retrocessione nel Gruppo B in virtù dell’undicesimo posto su dodici in classifica con 2 vittorie e 9 sconfitte.

Questo il commento conclusivo del tecnico azzurro Roberto Maino: “Il torneo è stato molto impegnativo da un punto di vista fisico e psicologico. Trovarsi nel contesto di un Campionato del Mondo mette in soggezione un po’ tutti e, per quanto ci riguarda, non siamo mai riusciti ad esprimerci al meglio delle nostre possibilità anche perché ho dovuto rivedere la squadra una settimana prima della partenza per la mancanza di Fabrizio Bich. Tutti gli atleti hanno messo l’impegno necessario e si sono sempre messi a disposizione della squadra, ma i risultati non sono arrivati. Dobbiamo fare tesoro di questa esperienza per prenderci la rivincita al prossimo Mondiale di qualificazione e tornare alla massima categoria migliori di come siamo stati qui a Pechino“.

D’altronde, la strada verso Milano Cortina 2026 è ancora lunga e l’Italia ha tantissima voglia di ricostruirsi per essere protagonista nei Giochi casalinghi.

ascova

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