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RAFTING CANOA E KAYAK | 27 ottobre 2021, 10:23

Il turismo riparte grazie al rafting

Almeno 300mila gli italiani sul gommone nei mesi estivi. Numeri vicini al periodo pre covid

Il turismo riparte grazie al rafting

“Sono almeno 300mila le persone che nel corso del periodo estivo appena concluso hanno deciso di salire su un gommone e vivere in prima persona le emozioni del rafting. Rafting tra le rapide dei fiumi più impetuosi d’Italia, ma anche un rafting più dolce, nelle città, caratterizzato da acque più tranquille e da contenuti culturali e artistici nello scoprire dall’acqua gli angoli più caratteristici dei centri storici italiani. Un rafting aperto a tutti e praticabile anche da persone con disabilità, grazie a guide preparate e attente alle esigenze di tutti”. Inizia così l’analisi relativa all’estate appena conclusa da parte di Alessandro Fantelli, vicepresidente della Federazione Italiana Rafting, realtà che in Italia lavora per far crescere il movimento agonistico e turistico del rafting.

Un movimento dal quale nascono poi ulteriori opportunità: “Oltre alle 250mila persone che in questa estate sono saliti in gommone, ce ne sono altrettante che dall’acqua hanno poi provato altre esperienze turistiche all’aperto legate ai centri rafting; dal canyoning alla mountain bike, passando per hydrospeed, tarzaning e molto altro. E tutte le persone che accompagnano chi vuole provare in prima persona emozioni come queste, che restano sulle rive ad osservare e a vivere il territorio. 750mila persone in totale, forse di più, che attraverso il turismo outdoor hanno contribuito al rilancio del turismo in Italia, in forte difficoltà dopo i mesi di pandemia”.

Un quadro insomma, decisamente positivo.

La stagione che si avvia alla conclusione è stata sicuramente buona, probabilmente non ancora ai livelli pre-covid. Ma ci stiamo avvicinando ai numeri precedenti alla pandemia e visto quello che in tutta Italia siamo riusciti a creare in questi mesi, ci aspettiamo un rimbalzo ulteriormente positivo nel 2022-2023. Le persone, i turisti, hanno apprezzato e apprezzano sempre di più le esperienze a contatto con la natura e in sicurezza; e il rafting di oggi in Italiae in Valle d'Aosta ha tutte queste caratteristiche.

Tanti i fiumi italiani sui quali il rafting adrenalinico si può praticare; dalla Dora Baltea al Noce, dalla Lima al Lao, dalle rapide del Brenta e della Nera fino a quelle dell’Adda, in Valtellina, dove peraltro nel 2023 si svolgeranno i campionati del mondo. Ma il rafting moderno, che ha preso piede sempre di più in questi anni, è quello che caratterizza i centri storici delle grandi città italiane e che si basa sull’attrattiva culturale e sulla conoscenza del territorio: “A Verona sull’Adige, a Firenze sull’Arno, a Roma sul Tevere solo per fare qualche nome, il rafting in città è oramai una realtà consolidata e sempre più apprezzata - spiega Fantelli - altre città, come ad esempio Pavia con il Ticino e Bologna, dove si sta lavorando per provare a potenziare l’attività nel cuore cittadino, sono altrettanto importanti per un territorio che ha capito l’importanza e la bellezza di poter vivere l’esperienza di attraversare il centro storico dall’acqua. Non in tutte le città è possibile farlo, ma il rafting “dolce” è sempre più apprezzato e anche grazie all’evoluzione dei vari centri rafting italiani l’opportunità per praticarlo sta diventando sempre più ampia”.

Un’opportunità che rappresenta anche una vera e propria tutela per i fiumi ed i torrenti stessi, e di conseguenza per le città e i residenti. Solcare i fiumi ed i torrenti con i gommoni da rafting non inquina.

(nella foto Danilo Barmaz, predidente della Federazione Internazionale Rafting)

Ci si muove solo con la forza delle braccia e permette soprattutto di avere un controllo continuo sui fiumi e sulle loro condizioni ono le prime sentinelle, i primi ad accorgerci se c’è qualcosa che non va; se c’è inquinamento, se ci sono angoli sporchi o situazioni da migliorare. E le segnalazioni che i praticanti fanno sono importanti e danno modo alle amministrazioni, o a chi di competenza, di intervenire tempestivamente. A volte sono le stesse scuole rafting a darsi da fare per ripulire i fiumi con iniziative ad hoc. Il tutto per sensibilizzare sempre più persone al rispetto dell’ambiente, partendo proprio dalla risorsa acqua. 

Il rafting insomma a sostegno del turismo, in aiuto all’ambiente e all’ecologia e a favore delle città e della conoscenza del territorio. Se ci aggiungiamo i grandi risultati, agonistici, ottenuti dagli azzurri ai mondiali in Francia con la vittoria del campionato iridato e l’assegnazione dell’organizzazione dei prossimi mondiali 2023 proprio all’Italia, in Valtellina, emerge un quadro più che positivo per gli amanti del rafting del nostro paese. E anche per coloro che sono pronti a salire su un gommone per provare, a breve, l’emozione di questa straordinaria disciplina.

ascova

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