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SPORT INTEGRATO | 11 settembre 2020, 15:57

Tor in Gamba: I magnifici 10 sulle Alte Vie della Valle d’Aosta

All'edizione zero del Tor in Gamba prenderà parte anche Davide Bendotti il ventiseienne bergamasco azzurro di sci alpino nella Nazionale Paralimpica

Danilo Barmaz presidente del Comitato Tor in Gamba

Danilo Barmaz presidente del Comitato Tor in Gamba

La famiglia del Tor in Gamba si è allargata. I nove ultra trailer che sabato 12 settembre partiranno da Courmayeur alla volta dei 342 chilometri sulle alte Vie 1 e 2 della Valle d'Aosta, sono diventati dieci.

“E' prima di tutto un onore essere a capo di questo fantastico gruppo di atleti – ha commentato Danilo Barmaz, presidente dell'ASD Team3Gambe in Spalla -. Personaggi che hanno saputo distinguersi nel mondo del trail e di varie altre discipline sportive ai quali si è aggiunto anche un'atleta di caratura paralimpica. Sono convinto che questo darà ancora più lustro al nostro progetto”.

All'edizione zero del Tor in Gamba prenderà parte anche Davide Bendotti il ventiseienne bergamasco azzurro di sci alpino nella Nazionale Paralimpica. Eccoli, i magnifici 10:

Francis Desandré: classe 1968 vive a Quart, in Valle d'Aosta. E' uno degli ideatori del Tor in Gamba. A soli 21 anni, nel 1986, un incidente sul lavoro gli è costato la perdita di una gamba. Il sostegno della famiglia e una determinazione fuori dal comune, lo hanno portato a riprendersi la propria vita come uomo e padre di famiglia. La svolta nel 2014, anno in cui si è avvicinato alla montagna e al trail. Un amore a prima vista, oggi più forte che mai.

Moreno Pesce: classe 1976 vive a Noale, in Veneto. Vulcanico e inarrestabile è, insieme a Francis Desandré, l'altro ideatore del Tor in Gamba. Fu un incidente in moto a costargli l'amputazione alla gamba sinistra. “Sono rinato quando ho capito che che la sola differenza è che ora sono solo più lento quando corro o cammino”. Dal trail, all'arrampicata al surf per lui nulla è precluso. Cesare Galli: classe 1962 vive a Esine, in Lombardia. Ha pagato con l'amputazione transtibiale alla gamba destra, un brutto incidente sul lavoro. Ama la montagna e appena può, raggiunge i sentieri dell'Adamello per delle lunghe camminate. Lavora nell'azienda meccanica di famiglia insieme ai figli e nel tempo libero si diletta anche come apicoltore.

Lino Cianciotto: classe 1962 vive a Fluminimaggiore, in Sardegna. E' una guida ambientale escursionistica e negli anni, ha guidato migliaia di turisti nel Sud-Ovest dell'isola e nella zona della Barbagia. Ha proseguito anche dopo il 2013, anno in cui, in seguito ad un incidente, ha subito l'amputazione della gamba destra. E' divenuto un veterano dei trail a conferma di un passato da grande sportivo. Ha praticato speleologia, arrampicata sportiva e la canoa mentre il trail e la mountain bike sono i suoi compagni d'avventura ad oggi.

Massimo Coda: classe 1970 vive a Biella, in Piemonte. Alpinista e climber in montagna è stato vittima di un incidente nel 2010. Dopo anni di sofferenza nel 2018 ha chiesto di farsi amputare l'arto destro. Una decisione sofferta ma che, con l'ausilio della protesi, lo ha riportato nella sua montagna: “Il destino ha voluto mettermi al tappeto...ma progressivamente ho ripreso il comando della mia vita, ed i sogni mai infranti sono tornati ad essere obiettivi”.

Loris Miloni: classe 1967 vive a Pray, in Piemonte. Dopo l'amputazione della gamba ha imparato da solo a camminare e a gestire la protesi. Lo ha fatto sui sentieri delle montagne di casa con il suo passo andante e regolare. Ha fortemente voluto essere al via del Tor in Gamba per dare il suo contributo al progetto.

Massimo Cavenago: classe 1969 vive a Peschiera Borromeo, in Lombardia. Nel 2015 ha subito l'amputazione della gamba destra sotto al ginocchio e quello stesso anno ha indossato la sua prima protesi. “Non ho mai pensato ad essa come a una disabilità, piuttosto come a una rinascita, ad una nuova oppurtonità per vivere la mia vita”. Dna sportivo, si è fatto anche ambasciatore del concetto dell'inclusività della disabilità nelle scuole grazie ad una collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico.

Andrea Lanfri, classe 1986 vive a Sant'Andrea di Compito, in Toscana. Nel 2015, complicanze in seguito ad una meningite fulminante, lo hanno costretto all'amputazione delle gambe. Un brusco imprevisto per un amante del trekking, dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ma la sua rinascita sportiva sarà immediata. Dopo aver ripreso l'attività farà parte della Nazionale italiana di atletica leggera paralimpica con la quale riuscirà ad ottenere record, medaglie Europee e un argento al Mondiale di Londra.

Salvatore Cutaia: classe 1973 vive a Vinovo, in Piemonte. Con un vissuto da sportivo, specialista delle maratone, non si è fermato neppure nel gennaio del 2019 quando ha dovuto subire l'amputazione del piede sinistro. E' un azzurro del pararafting e da quando ha indossato la protesi si è detto rinato: “Ballo, gioco a tennis e anche a ping pong”.

 Davide Bendotti: classe 1994 vive a Colere, in Lombardia. E' il più giovane del gruppo. Un incidente in moto nel 2011, lo ha portato a perdere la gamba sinistra. Il suo Dna da sportivo gli ha permesso di riprendersi la sua vita e tornare ad assaporare l'adrenalina della competizione. Nel 2014 il grande ritorno da agonista mentre nel 2018 è arrivata la convocazione per le Olimpiadi coreane nella squadra di sci alpino della Nazionale Paralimpica. Negli anni ha collezionato diversi titoli tricolori legati alla specialità invernale.

 

red. spr.

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