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SPORT INTEGRATO | 19 aprile 2020, 15:03

Alessandro Brancato: un record del mondo fra quattro mura

RESTIAMO A CASA - L’atleta della nazionale paralimpica di canottaggio ha deciso di impegnare il suo tempo in maniera ancora più proficua e, sfruttando la tecnologia, è riuscito a fissare il nuovo record del mondo sui 500 metri indoor

Alessandro Brancato

Alessandro Brancato

Dall’inizio della quarantena causata dall’emergenza Covid 19 abbiamo assistito sui social ad iniziative di ogni genere: dalle sfide di addominali agli allenamenti live proposti da allenatori ed atleti, da simpatici siparietti tra campioni dello sport a tutorial di vario genere; ciò ha permesso e tuttora garantisce a milioni di italiani di poter vivere con un pizzico di armonia e spensieratezza il difficile periodo, mantenendo impegnati fisico e mente.

 Qualcuno però non si è accontentato di fare allenamento e tenersi in forma in vista dei prossimi appuntamenti che, una volta terminata la pandemia, si spera possano riprendere con quei ritmi serrati che rendono lo sport una continua emozione. Tra questi fa notizia la storia di Alessandro Brancato da Napoli, 23 anni, tesserato per RYCC Savoia che prima del rinvio ufficiale delle Paralimpiadi di Tokyo era riuscito insieme a Lorenzo Bernard, Greta Elizabeth Muti, Cristina Scazzosi e  al timoniere Lorena Fuina a qualificare il 4 con per il grande evento giapponese.

L’atleta della nazionale paralimpica di canottaggio ha deciso di impegnare il suo tempo in maniera ancora più proficua e, sfruttando la tecnologia, è riuscito a fissare il nuovo record del mondo sui 500 metri indoor, bissando l’impresa dell’olimpionica australiana Georgie Rowe che - sempre in tempo di quarantena - ha fatto registrare il record olimpico sui 21 Km con il tempo di 1h19’28’’40. L’atleta campano, per marcare il record, non ha avuto bisogno di entrare in acqua con la sua imbarcazione ma semplicemente utilizzare il remoergometro e i tecnicismi della moderna Concept2: il risultato è stato un nuovo record del mondo nella categoria PR3 (categoria in cui l’atleta utilizza tutto il corpo: gambe, tronco e braccia. Appartengono a questa categoria atleti ed atlete non vedenti, amputati ad un arto o con altre minime disabilità fisiche) fissato con il tempo di 1’31’’09.

Brancato

L’idea è nata un pò per caso e un pò per gioco, sfruttando il remoergometro messo a disposizione dalla RYCC Savoia, la società per cui è tesserato: “Era da un pò di tempo che volevo provare ad infrangere un record del mondo ma durante il periodo di allenamento i carichi di lavoro elevati non permettono di essere brillanti. Poco prima dell’inizio della quarantena avevo avuto un infortunio al piede che mi aveva tenuto fermo per due settimane, quindi alla ripresa ho impostato i 500 metri e ho fatto il record. La cosa bella - prosegue Alessandro - è stato fare un primato mondiale nel salotto di casa mia, condividendo la gioia insieme a mio fratello”.

 “Allenarsi a casa - prosegue Brancato - è difficile più sotto l’aspetto mentale che fisico; devi concentrarti su un obiettivo e non avendo gare a breve termine devi darti tu stesso delle priorità, degli scopi, questo è l’unico modo che consente di allenarti in maniera proficua. Il remoergometro è un attrezzo infernale - scherza Alessandro - lo utilizziamo tutto l’inverno per allenarci e mai come in questo periodo avrei pensato di amare questo strumento. La barca comunque rimane la cosa più bella del nostro sport, mi manca  vedere il movimento dell’acqua che scorre sotto ma so che presto ritornerò a vivere queste emozioni e ad apprezzare la bellezza della natura che ci circonda ancora di più di quanto già non facessi prima”.

Sulla decisione di rinviare le Paralimpiadi, nonostante l’ottimo momento di forma e con una barca già qualificata per Tokyo, Brancato non ha dubbi: “E’ stata la decisione più giusta da prendere, perché andare a fare una competizione internazionale con il rischio di contrarre il virus non avrebbe permesso a nessuno di vivere un momento bello con la dovuta serenità. Ovviamente un pizzico di rammarico c’è, avevamo lavorato molto per le Paralimpiadi, per qualificarci ma va bene così, tra un anno avrò ancora più esperienza e magari la laurea in economia che avevo deciso di prendere dopo Tokyo 2020”.

 

red. spr.

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