IPPICA&EQUITAZIONE - 25 ottobre 2026, 08:48

Endurance: La Valle d’Aosta conquista la Coppa delle Regioni con il fascino delle Reines

Tredici binomi rossoneri chiudono all’ottavo posto la competizione nazionale a Bocca d’Arno, in Toscana. Alla squadra valdostana il premio per la migliore presentazione, grazie a un omaggio originale alla tradizione delle Batailles de Reines. Lisa Rocher e Anouk des Baraques firmano il miglior risultato individuale con il diciottesimo posto nella gara di 80 chilometri

La Valle d’Aosta porta in Toscana i suoi colori, le sue tradizioni e la passione per lo sport e conquista un riconoscimento che va oltre il risultato agonistico. Alla Coppa delle Regioni 2026 di endurance, disputata a Bocca d’Arno, a Marina di Pisa, la rappresentativa valdostana ha conquistato il premio per la migliore presentazione, distinguendosi anche per l’originalità con cui ha saputo raccontare la propria identità. Sul fronte sportivo, i 13 binomi rossoneri hanno concluso la competizione all’ottavo posto nella classifica generale, confrontandosi con alcune delle realtà più rappresentative dell’endurance nazionale.

A guidare la squadra è stato Roberto Bona, veterinario e capo équipe, insieme a un gruppo di cavalieri e amazzoni che ha affrontato la trasferta con entusiasmo e spirito di squadra. Ma a conquistare il pubblico e la giuria non sono stati soltanto i risultati in gara. La delegazione valdostana ha infatti scelto di portare in Toscana un omaggio a una delle tradizioni più radicate della regione: le Batailles de Reines.

In occasione della competizione, disputata tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre, i binomi valdostani si sono presentati con due originalissimi costumi ispirati alle Reines, accompagnati da camicie nei colori rosso e nero. Una scelta che ha assunto un significato particolare alla vigilia della finalissima delle Batailles de Reines, in programma ad Aosta domenica 25 ottobre. Il riconoscimento per la migliore presentazione premia così la capacità di trasformare una partecipazione sportiva in un’occasione di promozione culturale, portando fuori dai confini regionali un simbolo della storia e della comunità valdostana.

La Coppa delle Regioni si conferma uno degli appuntamenti più importanti della stagione dell’endurance. Quest’anno sono stati 229 i binomi al via, in rappresentanza di 14 regioni italiane: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.

In un contesto caratterizzato da una partecipazione numerosa e da livelli di preparazione differenti, l’ottavo posto della rappresentativa valdostana assume un valore significativo. Per una regione di dimensioni contenute, capace di mantenere vivo un movimento sportivo legato al rapporto tra cavaliere e cavallo, confrontarsi con delegazioni provenienti da territori più grandi rappresenta un’importante occasione di crescita. Il risultato conferma il valore del lavoro svolto sul territorio e la possibilità di competere a livello nazionale senza rinunciare alle specificità che contraddistinguono l’identità valdostana.

L’organizzazione della manifestazione è stata curata dall’ASD Le Vigne dei Guelfi, in collaborazione con il Country Club Boccadarno. La competizione è tornata in Toscana a otto anni dall’edizione del 2018, disputata a Follonica, proponendo un tracciato suggestivo che si è sviluppato anche all’interno della pineta e della macchia mediterranea, a poca distanza dal mare.

Il programma ha previsto due giornate di gara. Venerdì 23 ottobre sono scesi in campo gli atleti con più di 14 anni, impegnati nelle categorie CEN A e Debuttanti. Sabato 24 ottobre è stata invece la volta dei più giovani, in gara nelle categorie CEN B/R Under 14, CEN A Under 14 e Debuttanti Under 14.

Sul piano agonistico, il miglior risultato individuale della rappresentativa valdostana porta la firma di Lisa Rocher, in sella ad Anouk des Baraques. Le due hanno conquistato il 18° posto su 53 partenti nella categoria CEN B, sulla distanza di 80 chilometri, la più lunga tra quelle affrontate dalla squadra. Una prestazione che valorizza il lavoro di preparazione necessario per affrontare una prova di resistenza nella quale contano non soltanto la velocità, ma anche la gestione dello sforzo, la condizione del cavallo e l'affiatamento con il cavaliere.

Per i partecipanti valdostani, la trasferta toscana ha rappresentato un banco di prova importante a conclusione della stagione. Il confronto con atleti provenienti da altre regioni ha offerto soprattutto ai più giovani l'opportunità di accumulare esperienza, misurarsi con percorsi e avversari diversi e consolidare il proprio percorso sportivo.

La squadra valdostana era composta, nella categoria Debuttanti, da Céline Da Pra con Yara By Akim, Federica Commod con Ibisco dell’Orsetta, Italo Travostino con Mombasa Bosana e Giulio Signò con Cor Leonis. Nella CEN A hanno gareggiato Simona Capozza con Duckadam, Céline Barmasse con Ramses, Chiara Rizzi con Jaffar Assam e Rebecca Piller con Delipers di Groppo. Per la CEN B sono scesi in campo Valerie Bois con Zulaia, Lisa Rocher con Anouk des Baraques, Costanza Garbetta con Thashunka, Amélie Garin con Santiago e Letizia Bruno Crema con Dracarys.

Il bilancio della partecipazione valdostana racconta dunque una squadra capace di coniugare competitività, passione e appartenenza. L’ottavo posto nella classifica generale e il premio per la migliore presentazione sono due risultati diversi, ma complementari: il primo misura il rendimento sportivo, il secondo premia la capacità di rappresentare un territorio attraverso i suoi simboli e le sue tradizioni.

In una disciplina come l’endurance, nella quale la preparazione, la costanza e il rapporto con il cavallo sono elementi determinanti, la crescita passa anche attraverso queste esperienze collettive. La trasferta di Bocca d’Arno lascia così alla Valle d’Aosta non soltanto un riconoscimento da esibire, ma anche nuove occasioni di confronto e un messaggio importante: valorizzare le proprie radici non significa guardare al passato, bensì costruire un’identità riconoscibile anche nelle competizioni nazionali. E il richiamo alle Reines, portato in Toscana proprio alla vigilia della finale di Aosta, dimostra come sport e tradizione possano diventare strumenti complementari per raccontare e promuovere la Valle d’Aosta.

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