ULTRATRAIL - 26 settembre 2026, 18:18

Dog Trail Gran San Bernardo, Samuel Caillet e Alessandra Betteo firmano la prima edizione

Sotto un cielo limpido, 38 binomi cane-conduttore hanno affrontato i circa 13 chilometri da Étroubles al Colle del Gran San Bernardo, con 1.284 metri di dislivello positivo. Il francese Samuel Caillet e Alessandra Betteo sono i primi vincitori della gara, nata nell'ambito del progetto transfrontaliero Destination Barry

Il podio del Dog Trail Gran San Bernardo - Photo Credits Alessandro Zambianchi

C'è un'immagine che racconta meglio di qualsiasi classifica la prima edizione del Dog Trail Gran San Bernardo: un cane davanti, il suo conduttore subito dietro, il guinzaglio elastico a tenere insieme due ritmi che, chilometro dopo chilometro, devono diventare uno soltanto. È così che 38 binomi sono saliti da Étroubles fino al Colle del Gran San Bernardo, sulle tracce della storia di Barry, affrontando una giornata perfetta per correre in montagna.

Il sole pieno, l'aria fresca dell'autunno e i sentieri della valle hanno fatto da cornice a una gara che ha portato al traguardo tutti i partecipanti. Nessun ritiro e nessun problema per gli amici a quattro zampe, controllati anche al termine della prova. Una prima edizione che ha avuto il sapore della scoperta, con atleti arrivati da Italia, Francia, Svizzera e Polonia e una classifica capace di mescolare esperienza, agonismo e soprattutto complicità tra uomo e cane.

A mettere per primo il proprio nome nella storia della manifestazione è stato il francese Samuel Caillet, categoria V1, insieme all'Eurohound Balder. La coppia Les Canisavoyards ha raggiunto il traguardo del colle in 1h29'42", precedendo Enrico Alfisi, con il lagotto romagnolo Rudy, secondo in 1h32'50", e Giulio Palmadessa, con India, incrocio tra cane lupo cecoslovacco e pastore biellese, terzo in 1h36'00".

Caillet, arrivato dalla Savoia, ha affrontato i 13 chilometri e i 1.284 metri di salita a una media di poco inferiore ai sette minuti al chilometro. Ma più che il cronometro, al traguardo ha raccontato il rapporto con il proprio compagno di gara. «Percorso stupendo e segnalato benissimo», ha spiegato il vincitore, sottolineando come in Francia non siano frequenti trail con i cani caratterizzati da un dislivello simile. E poi il sorriso per una dinamica curiosa, ma molto concreta: all'inizio era Balder a trascinare lui, mentre con il passare dei chilometri i ruoli si sono invertiti e «sono stato più io a tirare lui».

Alle sue spalle hanno completato il podio maschile due dei migliori Senior della giornata: Enrico Alfisi di Cima Bianca, staccato di 3'08", e Giulio Palmadessa di Sugar Trail, a 6'18" dal vincitore.

Al femminile il primo brindisi è stato tutto italiano. Alessandra Betteo, categoria V2, ha portato Thiago, incrocio tra border collie e pastore australiano, al successo in 2h01'11", chiudendo anche 11ª assoluta. La gara è rimasta incerta per buona parte del percorso, con Giulia Casalegno e il meticcio Cornelio a pochi metri da Betteo nella prima metà.

Poi la salita ha cominciato a fare selezione. Nella parte più ripida Betteo e Thiago hanno cambiato passo, riuscendo a costruire un margine di 8'25" su Casalegno, della Polisportiva Villese – Zampe Selvagge, seconda in 2h09'36". Terzo posto per Erika Maino della Valchiusella Dog Endurance, insieme al border collie Fiore, in 2h16'16", a 15'05" dalla vincitrice.

Anche Betteo, al traguardo, ha scelto di raccontare soprattutto il percorso e le sensazioni del proprio cane. «Percorso stupendo, sentieri corribili e tanta acqua da bere per Thiago», ha spiegato, ricordando la sfida a distanza con Casalegno: a metà gara le due erano ancora vicinissime, poi la fuga decisiva.

Il colpo d'occhio internazionale è stato uno degli elementi più interessanti della giornata. Dall'area verde di Étroubles sono partiti 25 uomini e 13 donne, con rappresentanti di Italia, Francia, Svizzera e Polonia. Il più giovane era lo svizzero Eliot Terrettaz, unico Junior in gara, che ha concluso al 18° posto assoluto in 2h14'37". Il veterano era invece Renzo Angelo Arvat, categoria V4, arrivato al traguardo in 2h27'48".

Il percorso ha attraversato i territori di Étroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses, seguendo anche un tratto della Via Francigena. La salita verso il colle ha offerto ai concorrenti un ristoro nella zona del Prosciuttificio, dove erano presenti anche un punto sanitario e uno veterinario. Poi l'ultima parte della scalata, fino ai 2.457 metri del Colle, dove il traguardo ha accolto uomini e cani.

Proprio la salute degli animali è stata uno degli aspetti centrali della manifestazione. Nei locali dell'ex Dogana è stato effettuato il controllo veterinario finale, che ha confermato le ottime condizioni di tutti i cani. Nel pomeriggio, a Étroubles, nell'area verde vicino alla sala polivalente del centro tennis, la premiazione ha chiuso una giornata nella quale il risultato sportivo si è intrecciato con una diversa idea di vivere la montagna.

Nel dog trail, infatti, il cronometro non può essere l'unico giudice. Il conduttore deve adeguare il proprio passo a quello dell'animale, senza trascinarlo né spingerlo, mantenendo il collegamento attraverso un guinzaglio e una fascia elastica da vita della lunghezza massima di 2 metri. La gara diventa così una prova di sintonia prima ancora che di velocità: bisogna capire quando accelerare, quando aspettare e quando lasciare che sia il cane a dettare il ritmo.

È una filosofia che si lega naturalmente alla storia del Gran San Bernardo e alla figura di Barry, il celebre cane da soccorso diventato nel tempo uno dei simboli della montagna valdostana. In questo senso il progetto Destination Barry, all'interno del quale è stata organizzata la manifestazione da Vda Trailers, ha trovato nella gara un modo originale per mettere insieme sport, territorio, turismo sostenibile e benessere animale.

Il bilancio della prima edizione è affidato alle parole di Alessandra Nicoletti e Paolo Griselli, presidente e vicepresidente di Vda Trailers, che hanno parlato di una giornata «davvero bella, baciata dal bel tempo», nella quale uomini e cani hanno mostrato di essersi divertiti. Un ringraziamento particolare è andato alle amministrazioni di Étroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses e ai partner di Destination Barry, considerati fondamentali per costruire l'evento.

I numeri, spiegano gli organizzatori, sono ancora contenuti, ma proprio questa prima esperienza potrebbe rappresentare il punto di partenza per allargare la partecipazione nelle prossime edizioni. L'obiettivo non è necessariamente trasformare il dog trail in una corsa esasperata: c'è anche l'idea di coinvolgere persone interessate a vivere la montagna con il proprio cane in maniera più tranquilla e meno competitiva.

Ora toccherà al confronto con i Comuni decidere quale strada prendere. Intanto, sul Colle del Gran San Bernardo, la prima pagina è stata scritta: Samuel Caillet e Balder hanno conquistato la gara maschile, Alessandra Betteo e Thiago quella femminile. Ma il vero vincitore della giornata è stato forse il binomio stesso, quella particolare coppia uomo-cane capace di trasformare una lunga salita in un viaggio condiviso.

La prima edizione del Dog Trail Gran San Bernardo è stata cofinanziata dall'Unione Europea, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato italiano, dal Fondo di Rotazione, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni, nell'ambito del programma di cooperazione Interreg VI-A Italia-Svizzera.

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