Il ritorno in pedana di Corrado Peloso, al Rally Mille Miglia, è arrivato in una situazione completamente diversa da quella che normalmente accompagna la conclusione di una gara. La sua Clio procedeva incolonnata dietro alla vettura scopa, pronta ad affrontare le ultime tre prove speciali. La classifica era ancora aperta, con la vittoria e il podio tutt'altro che definiti, quando la competizione è stata improvvisamente fermata.
«Eravamo incolonnati, in attesa prima della prova speciale. Poi si è fermato tutto», racconta Peloso, ricordando quei momenti. La comunicazione arrivata agli equipaggi non lasciava spazio a interpretazioni: prove speciali cancellate, gara conclusa e ritorno in pedana. Una decisione maturata in una giornata di lutto che ha riportato al centro dell'attenzione anche il tema della sicurezza nello sport automobilistico.
Per Peloso, che ha alle spalle 120 gare, il rischio fa parte inevitabilmente del mondo dei rally, ma non può tradursi nell'idea che nulla sia stato fatto per ridurlo. «Sappiamo bene che il rischio zero non esiste», sottolinea il pilota, ricordando però come le vetture da rally siano oggi molto più sicure rispetto al passato e come la ricerca della sicurezza sia un processo continuo. Dal collare Hans ai sistemi di tracciamento e geolocalizzazione delle vetture, negli anni sono stati introdotti strumenti e dispositivi destinati a proteggere piloti e navigatori e a consentire un intervento più rapido in caso di emergenza.
Il problema, osserva Peloso, è che il rally rimane uno sport nel quale le variabili sono numerose e non tutte possono essere previste o controllate. «Penso agli urti laterali o a un torrente, anche piccolo, nel caso di un capottamento», spiega. È una riflessione che va oltre il risultato sportivo e riporta al centro il rapporto tra competizione, spettacolo e sicurezza, soprattutto quando le gare si disputano su strade e in contesti nei quali le condizioni possono cambiare rapidamente. «Il mio pensiero va a chi non c'è più», conclude Peloso.
Sul piano agonistico, il Mille Miglia ha premiato il vicentino Kevin Galliano, già vincitore al Marca. Tra le Rally 5, Galliano ha preceduto Peloso di 23”2, mentre Fabio Rivaldi ha chiuso al terzo posto con un distacco di 29”5 dal vincitore. Un risultato che conferma comunque la competitività del pilota valdostano e gli consente di consolidare la propria posizione nella graduatoria stagionale.
A metà campionato, Peloso, con la Clio di Racing Garage, occupa infatti il terzo posto nella classifica del Campionato Italiano Rally Challenge. Al comando c'è Galliano, davanti a Michele Barri. Restano ora da disputare due gare, il Bassano e il Como, appuntamenti che possono ancora modificare sensibilmente gli equilibri della stagione.
Il secondo posto del Mille Miglia rappresenta dunque un risultato prezioso in chiave campionato, ma difficile da leggere soltanto attraverso numeri e classifiche. In una giornata nella quale il mondo dei rally si è fermato per ricordare chi ha perso la vita inseguendo la propria passione, anche il ritorno in pedana assume un significato diverso: la competizione può riprendere, la classifica può cambiare, ma il tema della sicurezza resta una responsabilità collettiva che riguarda organizzatori, equipaggi, spettatori e tutto il sistema che ruota attorno alle gare.