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CALCIO A 5 | 02 luglio 2024, 10:35

Davide Pellegrino non è più l'allenatore della Valdostana

Davide Pellegrino non è più l'allenatore della Valdostana

L'allenatore della Valdostana Davide Pellegrino non allena più la squadra. Il 55enne tecnico aostano ha comunicato alla società la sua impossibilità a continuare la collaborazione per motivi di lavoro. La squadra, sotto la sua gestione, ha centrato nel primo anno la doppietta campionato di serie D-Coppa Piemonte di C2 e D e nel secondo le semifinali dei play off di C2 e della Coppa Piemonte di C2 e D.

«Siamo dispiaciuti per l'interruzione del rapporto con mister Davide Pellegrino, persona seria, professionale  e con tanta passione, ma, purtroppo, i suoi impegni lavorativi non hanno consentito il proseguimento della collaborazione - commenta il presidente della Valdostana, Walter Pizzurro -. Con lui da subito si è trovata un'intesa che ci ha portato a prestigiosi traguardi e per lui le porte in futuro sono spalancate, qualora la situazione lo permetta. Lo ringraziamo per il lavoro profuso e gli auguriamo ogni bene, fino a 2 anni fa non lo conoscevamo, ma, come dice un mio caro amico, gli sconosciuti sono gli amici che ancora non cononosciamo. Arrivederci amico».

«Mio papà, oltre a trasmettermi la passione per lo sport, mi ha insegnato che in un gruppo l'esempio viene sempre dal manico, per riuscirci ci vuole tempo e di tempo, purtroppo (ma anche per fortuna, visto che ho il privilegio di svolgere la professione che amo), il mio lavoro me ne lascia pochissimo - dichiara Davide Pellegrino -. Lascio a malincuore la Valdostana dopo due stagioni meravigliose, ricche di soddisfazioni, di emozioni forti e di legami che mi resteranno sempre nel cuore. Saluto un gruppo forte, coeso, ambizioso, che ha ancora tanta voglia di vincere e sono convinto che il futuro ha in serbo per i colori rossoneri le soddisfazioni che merita una società solida, coraggiosa, strutturata e con le idee chiare. Quando un cerchio si chiude e ti è stato permesso di contribuire a tracciarlo, è doveroso ringraziare e in questo caso l'elenco è lungo. 

Grazie al presidente Walter Pizzurro, punto di riferimento sempre presente, che mi ha scelto, aspettato e sostenuto nei momenti complicati. Grazie al direttore sportivo (e nella parte finale della seconda stagione mio vice) Beppe Spanò, che è venuto a recuperarmi dal baule delle cose inutilizzate e ha avuto la pazienza di convincermi, supportarmi e sopportare il mio pessimo carattere. Grazie a tutto lo staff dirigenziale, su tutti Michele Petrarota, semplicemente molto più di un dirigente. Grazie a Tony Guerrisi, uomo di sport con il quale ci si capisce con uno sguardo. Grazie a Massimiliano Sicheri, le nostre mani d'oro sui muscoli dei ragazzi nelle partite in casa. Grazie a Giorgio Ioppolo, un amico e un ottimo preparatore atletico. Grazie ai nostri appassionati tifosi (con in testa le cape ultrà Romina e Paola) per il calore con cui ci hanno seguito. 

E, last but not least, grazie a tutti i giocatori, dal primo all'ultimo, sono troppi per essere citati, quindi scelgo Virgilio Mura, grande capitano, ma, soprattutto, uomo vero, dalla schiena dritta, dal quale ho avuto tantissimo e al quale non sono riuscito a dare indietro altrettanto: il suo esempio, fuori e dentro al campo, ci ha permesso di vedere sempre chiara la strada da seguire per vincere tanto e per andare a prenderci anche due coppe disciplina, riconoscimenti che mi hanno reso ancora più orgoglioso del gruppo che ho guidato. È stato un onore essere il primo a sedersi sulla panchina della Valdostana: gli allenatori, come i giocatori, passano, le realtà fondate su valori sani restano e per questo sono sicuro che chi arriverà dopo di me continuerà a scrivere pagine bellissime della storia del club».

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