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ATTUALITÀ | 10 ottobre 2023, 08:00

DOMANI LA STAFFETTA CONTRO LE MAFIE

Si corre una staffetta, con protagonisti gli allievi delle scuolese condarie di primo grado della Valle d’Aosta. I giovani si passano tra lemani come “testimone” un pezzetto di legno che arriva da Lampedusa, ricavato da uno dei tanti barconi che approdano sulle nostre coste

DOMANI LA STAFFETTA CONTRO LE MAFIE

Riparte “Libera la Natura”, alla sua undicesima edizione, il progetto itinerante di sport e formazione di Libera che ha visto protagonisti più di diecimila studenti di tutta Italia. Lo sport che educa, che racconta storie nei beni confiscati alle mafie o in luoghi socialmente significativi delterritorio. 

Si corre una staffetta, con protagonisti gli allievi delle scuolese condarie di primo grado della Valle d’Aosta. I giovani si passano tra lemani come “testimone” un pezzetto di legno che arriva da Lampedusa, ricavato da uno dei tanti barconi che approdano sulle nostre coste.

Per nondimenticare naufragi e vite spezzate dalla povertà e dalle guerre. Cronacadolorosa di questo tempo. Staffette di gioia, quindi, ma anche di memoria eriflessione. Per questa edizione, le tappe saranno in due paesi valdostani diversi. 

Appuntamento l’11 ottobre e il 13 per un incontro di formazionea scuola e poi a seguire la staffetta: giovedì 12 alla Maison du Tsan di Challand-Saint-Victor, bene confiscato alle mafie e ora diventato sede dell'associazione di sport locale e sabato 14 al parco Bollino di Courmayeur.

Saranno coinvolte le istituzioni scolastiche Valdigne-Mont Blanc diCourmayeur e Luigi Barone di Verrès-Brusson: oltre 150 ragazze e ragazziche correranno una staffetta di memoria e di impegno. Saranno con noi,oltre all'associazione di Tsan di Challand Saint Victor e la UISP Valle d'Aosta, gli azzurri dello Sci alpino del Centro Sportivo dei Carabinieri Sophie Mathiou e Federico Simoni e le amministrazioni comunali diChalland-Saint-Victor e di Courmayeur; quest'ultima installerà per l'occasione una targa dedicata alla memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie.

Nel cuore di una società che affronta sfide e opportunità senza precedenti, i giovani si ergono come testimoni di una realtà complessa e in continua evoluzione. In questo contesto, essi si scambiano tra loro, come simbolo di connessione e responsabilità, un pezzetto di legno proveniente da Lampedusa. Questo piccolo frammento racconta una storia potente, una storia di speranza, coraggio e, allo stesso tempo, di sfide inimmaginabili.

Il legno proviene da uno dei numerosi barconi che hanno solcato le acque del Mediterraneo per giungere sulle nostre coste. È un frammento di legno che ha visto il buio delle notti in mare, ha sentito il frastuono delle onde e ha portato con sé il peso delle speranze di chi cercava un futuro migliore. Questi giovani, con il passaggio di questo legno tra le loro mani, si impegnano a non dimenticare mai le storie di coloro che hanno attraversato questo viaggio pericoloso.

Questo gesto simbolico non solo rappresenta l'importanza della solidarietà e della consapevolezza, ma sottolinea anche l'urgenza di affrontare le sfide globali come la migrazione forzata, il cambiamento climatico e la disuguaglianza. I giovani sono i custodi del futuro, e passando tra loro il legno di Lampedusa, si impegnano a costruire un mondo più giusto, inclusivo e compassionevole.

In un'epoca in cui il mondo sembra dividersi sempre di più, questo semplice atto di condivisione rappresenta un faro di speranza, un ricordo costante della nostra comune umanità e della necessità di lavorare insieme per creare un mondo in cui tutti possano trovare sicurezza, dignità e opportunità.

pi.mi.

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