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CALCIO | 16 dicembre 2022, 15:30

Lutto nel mondo del calcio, è morto Sinisa Mihajlovic ex allenatore del Bologna

L’ex calciatore e allenatore serbo è morto a 53 anni a causa della leucemia che gli era stata diagnosticata nel 2019. Lo scorso mese di marzo aveva annunciato di doversi sottoporre a un nuovo ciclo di cure per contrastare la ricomparsa della malattia.

Lutto nel mondo del calcio, è morto Sinisa Mihajlovic ex allenatore del Bologna

Nonostante la malattia aveva continuato ad allenare fino a settembre. Lascia la moglie Arianna e i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nicholas. Proprio dalla figlia Virginia, nel 2021, aveva avuto la prima nipotina: Violante.

L'ex allenatore del Bologna aveva 53 anni. Era malato di leucemia mieloide acuta. Dotato di un micidiale sinistro e grande leadership, lascia un vuoto immenso nel mondo dello sport. Il medico di Sinisa intervistata dall'AGI: "Guerriero fino alla fine".

Sinisa Mihajlovic, fino al 6 settembre scorso allenatore del Bologna, è morto in una clinica di Roma. Aveva 53 anni. Il 13 luglio del 2019 Mihajlovic annunciò in conferenza stampa di essere malato di leucemia mieloide acuta e di doversi sottoporre a cure immediate. Il 26 marzo scorso, sempre in conferenza stampa, disse che si sarebbe dovuto sottoporre a un nuovo ciclo di cure per un ritorno della malattia. 

Aveva affrontato la malattia da guerriero, come tutta la sua vita. Sinisa è stato un ossimoro nella storia del calcio italiano ed europeo. Fisico possente con occhi da bambino. Capace di fare del calcio di punizione una sentenza (è il giocatore ad averne trasformati di più nel campionato italiano, 28) e, da allenatore, di rivestire in pieno i panni del sergente di ferro, è stato oggetto di momenti di grandissima commozione sua e di chi gli stava di fronte. Come quando, nel 2019, annunciò pubblicamente di essere affetto da leucemia non trattenendo le lacrime e dichiarando: “Questa è la mia battaglia più difficile, devo vincerla per me e per chi mi vuole bene”. E si sa, l’esternare i propri sentimenti specie quando si è fuori dal rettangolo di gioco non è cosa frequente nel mondo del calcio.

Un affetto umano che i suoi giocatori del Bologna pochi mesi dopo, gli restituirono in forma di una visita inattesa sotto le finestre dell’Ospedale Sant’Orsola, dove Sinisa era ricoverato, come un gruppo di tifosi qualunque, poche ore dopo il successo in rimonta sul Brescia. Visita davanti alla quale il tecnico si commosse non prima di rientrare nel ruolo e dire ai suoi giocatori: venite su che riguardiamo la partita e capiamo cosa non ha funzionato.

red.

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