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SPORT INTEGRATO | 12 novembre 2020, 12:11

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VIDEO Nuoto, ciclismo e corsa: tre sport in uno Mattia Cambi ci illustra uno sport in cui forza e resistenza non possono mancare

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Tre sport in uno. Le difficoltà di coniugare l’acquaticità, la resistenza su una bici e infine l’ultimo sforzo della corsa. In una parola sola il para triathlon.

 “Ci sono sfumature importanti che caratterizzano una tavolozza di colori unica nel suo genere tra i partecipanti a queste tre discipline che si fondono in un solo sport, sfumature che permettono di legare insieme tra loro alcuni elementi che alla fine del percorso  si riassumono in un’unica disciplina. Alla base c’è la necessità di entrare in armonia e in contatto con l’acqua, seguita dalla velocità su asfalto nella frazione di ciclismo, infine la strada che scorre più lentamente sotto i piedi per l’ultima frazione, affrontando situazioni climatiche e ambientali che sono a mio avviso uniche nel palcoscenico sportivo. Non esiste nessuno sport al mondo in grado di farti nuotare, pedalare e correre senza occasione di sosta, solo il triathlon è in grado di darti tutto ciò. Ecco bisogna avere la voglia di sentirsi diversi in ogni ambiente in cui gareggiamo, cercando sempre di fornire la migliore prestazione”.

Non gira attorno alle parole il direttore tecnico della FITRI (Federazione Italiana Triathlon) Mattia Cambi per definire l’archetipo di atleta in grado di affrontare uno sforzo che appare simile ad un ‘girone dantesco’ e che pone i partecipanti  nella necessaria condizione di adattarsi a situazioni e sforzi diversi in tempi ristretti, in una gara di endurance in cui il traguardo rappresenta un punto di arrivo importante non solo in termini prettamente sportivi ma anche e soprattutto nella sfida con se stessi.

Tutti però hanno il comune bisogno di sentirsi liberi. Al di la della performance - prosegue Cambi - deve assolutamente piacerti anche il contatto con la natura che nel triathlon rappresenta un elemento fondamentale”. Sono in molti quelli che si avvicinano al triathlon per ottenere questo contatto diretto con l’ambiente circostante e sicuramente “questo rientra nelle caratteristiche personali di ognuno di noi: se sei una persona aperta e versatile certamente l’approccio con il triathlon diventa una cosa molto più semplice; al contrario se si è un pò restii potrebbe essere la giusta occasione per uscire dalla zona di comfort e scoprire uno sport splendido”.

 Tutorial Sport Paralimpici - Triathlon

Uno sport massacrante a livello fisico e mentale: “in media per arrivare ai livelli migliori si investono dalle 16 alle 20 ore di allenamento settimanale. Ci vuole forza, resistenza ma anche tenacia e tanta, tantissima voglia di faticare. Tutti possono mettersi in gioco e praticare questo sport ma chi vuole puntare ad emergere deve essere consapevole e  conoscere queste difficoltà che determinano una sfida molto ardua e  che in quanto tale è ancora più bella da vincere. Essere delle persone resilienti è fondamentale, avere un approccio nel quale non si molla mai, essere affamati nel tentativo di migliorare i propri tempi giorno dopo giorno, queste sono le caratteristiche fondamentali di ogni triatleta, qualità innate per molti; chi si approccia al para triathlon deve essere consapevole che ci saranno momenti di crescita ma anche altri di stallo. Ecco, in quelle occasioni bisogna riuscire a capire quali sono gli elementi che ci potrebbero permettere il miglioramento”.

Un triathlon dunque che, usando le parole del  DT, può essere definito come “uno stile di vita” nonché uno sport che ti prepara a possibili sfide anche nel percorso personale: “chi lo pratica in futuro avrà più occasioni di potersi confrontare con la singola specialità. Ci capita spesso che atleti che arrivano da uno sport, dopo aver fatto un passaggio nel triathlon, risultino migliorati nel ritorno alla singola disciplina. Ecco, alleniamo molto l’aspetto mentale delle persone”. Una qualità sempreverde, spendibile in ogni aspetto della vita.

La federazione “che oggi conta una quarantina di società sparse sul territorio nazionale, associazioni che hanno optato per l’apertura di una sezione para al loro interno” ha puntato  molto in termini di promozione sull’annuale circuito IPS (Italian Paratriathlon Series), una sorta di torneo con 5 appuntamenti dislocati sul territorio italiano, una novità assoluta nel palcoscenico internazionale. Secondo il direttore tecnico “sono  le gare migliori per entrare in contatto con lo sport, a prescindere dal risultato finale. Più esperienza si fa e più si migliora. A volte in queste gare si ricevono consigli utili dai più esperti, anche più forti in quel momento, ma questo aiuta nelle successive prestazioni. Non deve esserci mai la paura o il  timore di confrontarsi”.

 L’obiettivo a medio termine sarà quello di avvicinare giovani leve al para-triathlon “passando per un lavoro culturale, di informazione soprattutto in ambito territoriale, dove non si deve partire mai con l’idea di non essere attrezzati per supportare questa disciplina”. L’ obiettivo finale però è ben delineato e nitido: “troveremo atleti abbastanza coraggiosi da provare uno sport tosto ma nello stesso tempo entusiasmante”.

CATEGORIE PARATRIATHLON

Le categorie per le disabilità fisiche e visive del paratriathlon sono le seguenti:

PTWC: Include tutti gli atleti paraplegici, quadriplegici, Polio gravi o amputati di entrambe le gambe che utilizzano in genere una carrozzina per gli spostamenti quotidiani. Questi atleti usano una handbike sul percorso ciclistico e una carrozzina da corsa nella frazione podistica. Questa categoria è divisa in due sottoclassi in base all’impatto della disabilità: H1 H2 (Punteggio massimo 640 punti). 

PTS2: Include tutti gli atleti che hanno una amputazione ad una gamba al di sopra del ginocchio, o due arti affetti da amputazioni, paresi, atetosi o gravi limitazioni di forza o range articolare (Punteggio massimo 909,9 punti). 

PTS3: Include tutti gli atleti che hanno uno o due arti affetti da amputazioni, paresi, atetosi o limitazioni medio-gravi di forza o range articolare (Punteggio da 910,0 a 979,9 punti). 

PTS4: Include tutti gli atleti che hanno un arto affetto da amputazioni, paresi, atetosi o limitazioni medie di forza o range articolare (Punteggio da 980,0 a 1091,0 punti). 

PTS5: Include tutti gli atleti che hanno un arto affetto da amputazioni, paresi, atetosi o limitazioni lievi di forza o range articolare (Punteggio da 1092,0 a 1211,9 punti). Nella categoria PTS5 rientrano anche tutti gli atleti affetti da comprovata disabilità ma con punteggio fino a 1300,00 punti.

PTVI: Atleti affetti da disabilità visiva assoluta (B1) o parziale (B2/B3) che utilizzano il tandem nella frazione ciclistica e gareggiano accompagnati da un atleta guida .

Le categorie per le disabilità intellettive sono le seguenti:

PTM1: Include tutti i tipi di disabilità mentale. 

PTM2: Include tutti gli atleti con Sindrome di Down.

red.pi.

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