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BOCCE | 06 maggio 2020, 12:43

Bocce: Anche la Valle pronta a ripartire a fianco del presidente De Sanctis

RESTIAMO A CASA - La 'Fase due' dello sport dilettantistico è segnata certamente dal mondo delle bocce, messo a dura prova dalla forza della pandemia

Marco Giunio De Sanctis

Marco Giunio De Sanctis

"Noi siamo quelli con la scorza più dura". E' questo il motto di Marco Giunio De Sanctis, presidente della Federazione italiana bocce-Fib, che con oltre 300 morti è quella più colpita dal Coronavirus ma anche la 'famiglia' dello sport che più di ogni altra vuole dimostrare di avere voglia, forza e capacità di rialzarsi in fretta, non cedere al destino e risorgere magari con un bel colpo di sponda.

Amilcare Giopp, patron della società Bassa Valle Helvetia e instancabile promotore della disciplina boccistica tra i giovani, snocciola alcuni dati che mostrano come, se c'è una 'Fase due' dello sport dilettantistico da cui ripartire è segnata certamente dal mondo delle bocce, messo a dura prova dalla forza della pandemia, ora impegnato a leccarsi le ferite ma pronto a rimettersi al più presto in gioco.

"Contiamo in Italia un milione di appassionati - ricorda Giopp - 90 mila agonisti (di cui la metà di alto livello e l'80% nella terza fascia di età) e 10 mila gare l'anno. Il Covid-19 oltre ad averci portato via familiari e amici si è anche preso dalle casse un milione e mezzo di euro, ma noi non ci arrendiamo e ci stringiamo al nostro presidente federale".

Da ex agonista di ottimo livello, con venti anni alle spalle come segretario generale del comitato paralimpico di cui è stato anche capo missione, Marco Giunio De Sanctis sa dove colpire il 'boccino' e come ridare vigore all'ambiente. "Il bocciofilo è colui che si alza alle sei di mattina -  non si stanca di ripetere - gira mezza Italia per una gara di 20 minuti e torna a casa magari a notte fonda. Siamo abituati a sacrifici enormi. Siamo stati colpiti al cuore ma vediamo adesso come ripartire". E il mondo delle bocce, anche in Valle, sta per iniziare la sua nuova partita.

Obiettivo: riaprire gradualmente, territorio per territorio, partendo dall'alto livello e dalle gare giovanili, svolte da chi è meno a rischio. Completare i campionati di serie A1 e A2 se non entro l'estate magari a settembre. Non dovendo organizzare campionati italiani o manifestazioni internazionali quest'anno le società bocciofile adotteremo il distanziamento assolutamente tra gli spettatori, tra i giocatori nella corsia di gioco, tra arbitri e addetti. "Faremo tutto quello che si può fare - assicura De Sanctis -  avremo una struttura sanitaria all'interno degli impianti, un medico preposto a fare i controlli così da rispettare le distanze tra le persone e anche tra gli atleti".

red. spr.

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