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CICLISMO | 01 aprile 2020, 19:02

CICLISMO: Il Tour de France sfida il Covid-19 e conferma tappe e date

RESTIAMO A CASA - L'ipotesi di annullare la gara 'non è neanche presa in considerazione al momento perchè metterebbe in pericolo lo sport del ciclismo'

CICLISMO: Il Tour de France sfida il Covid-19 e conferma tappe e date

L'unico dubbio degli organizzatori è: con o senza pubblico? Per il resto, ad oggi il Tour de France conferma date e percorso della più importante corsa ciclistica a tappe del mondo, in programma da sabato 27 giugno, con partenza da Nizza, a domenica 19 luglio (arrivo a Parigi). L'idea di correre la Grande Boucle a porte chiuse, senza il pubblico, non piace nè ai corridori, nè ai sindaci dei comuni coinvolti dalla gara che quest'anno sfiorerà la Valle d'Aosta correndo su strade vicino ai nostri confini, ovvero la tappa Alp d'Huez-Bourg St-Maurice.

Per il momento, gli organizzatori dell'Aso (Amaury Sport Organisation) hanno scelto la linea attendista scommettendo sulla possibilità della partenza a fine giugno come previsto dal calendario originario.

Tutto sarebbe più complicato se il confinamento obbligatorio per la crisi sanitaria dovessere prolungarsi oltre la data fatidica dell'1 maggio, soprattutto per l'allenamento dei corridori. L'ipotesi di annullare il Tour "non è neanche presa in considerazione al momento perchè metterebbe in pericolo lo sport del ciclismo", è la tesi di Aso che ricorda come "soltanto le due guerre mondiali hanno avuto ragione di questo avvenimento sportivo".

E del resto non piace neppure l'idea di passare ad un modello ridotto della corsa. Tuttavia, il destino al Tour de France non è in mano soltanto agli organizzatori dal momento che usufruisce del contributo dei servizi pubblici, statali e comunali, mobilitando 29 mila tra poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco.

Il ministro francese dello Sport, Roxana Maracineanu, il 25 marzo aveva dettato la linea dichiarando a Le Monde che il tour è un monumento dello sport e che ora è troppo presto per decidere. Tuttavia, il ministro non ha chiuso le porte all'ipotesi del giro a porte chiuse, senza pubblico, dal momento che, ha detto, il modello economico del Tour non si basa sulla biglietteria, ma sui diritti televisivi e la ritrasmissione media.

red. spr.

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