| martedì 18 dicembre 2018 22:19

| giovedì 11 ottobre 2018, 12:34

Calcio: Il Trofeo Valle d’Aosta Calcio sceglie un futuro diverso

Nel frattempo il Comitato organizzatore è al lavoro per modificare il sito internet ufficiale e tutti i social network – Facebook, Instagram e Twitter – e la nuova denominazione sarà per tutte le piattaforme TrofeoValledAostaCalcio

Renzo Bionaz

Renzo Bionaz

“Abbiamo avuto una seconda parte d’estate carica di pensieri e abbiamo avuto mille e mille dubbi sulla strada da percorrere e sul futuro da consegnare al torneo. Dopo cinque fruttuose edizioni abbinate al marchio Disney e al suo personaggio di riferimento, Topolino, e un biennio altrettanto positivo con i Peanuts e il suo bracchetto, Snoopy, il Comitato organizzatore ha scelto la via della regionalizzazionedella manifestazione”. Renzo Bionaz, presidente del Comitato organizzatore del Trofeo Valle d’Aosta Calcio, annuncia l'addio al Trofeo Snoopy e l'organizzazione di un torneo tutto valdostano.

“Ripeto, i dubbi erano tanti – precisa Bionaz -  proseguire con ‘brand’ internazionali, celebri e per certo affascinanti per i partecipanti, oppure seguire il cuore e i sentimenti di appartenenza? Abbiamo optato per la seconda e siamo certi che tutti apprezzeranno la decisione: avere il nome, il logo e la mascotte che richiami al nostro territorio. Credo sia il giusto riconoscimento per il proficuo lavoro e i grandi sforzi profusi dalle società di calcio valdostane e di tutti i nostri volontari".

In questi sette anni tanti si sono impegnati per l’ottima riuscita de  torneo "ma ora - aggiunge Bionaz - ogliamo che il Trofeo Valle d’Aosta sia interamente della nostra regione, che tutti si possano riconoscere in questa manifestazione che si!, vuole essere internazionale nella partecipazione, ma che abbia l’anima interamente valdostana”.

“Ci siamo incontrati più volte, noi del Comitato organizzatore – commenta Loris Chabod, responsabile dell’area tecnica -, e ci siamo spesso confrontati con tanti volontari e collaboratori. Le idee erano e sono discordanti, tanti i pro e i contro sviscerati prima della decisione finale, ma alla fine le cose positive hanno superato quelle negative. Alla decisione dovranno ora seguire le azioni concrete: dovremo studiare un nuovo logo, una nuova mascotte – fermo restando la denominazione Trofeo Valle d’Aosta Calcio -, aggiornare sito e i vari social network, ma con piacere faremo quest’ulteriore sforzo per la nuova identità del torneo.”

“Per tutto il resto – precisa Massimo Capussotto, responsabile tecnico del ‘Valle d’Aosta -, cambierà poco o nulla. Forti della grande diffusione del torneo, che esce da un’edizione record con 300 squadre e quasi 4mila giovanissimi protagonisti sui campi di 31 comuni della Valle d’Aosta, stiamo lavorando in pratica da luglio per migliorare ancora il torneo. Le nuove iniziative – in capo al presidente Bionaz – riguardano il Villaggio all’ara verde, che sarà più grande, più coinvolgente, con maggiori attrazioni, Per la parte sportiva abbiamo avviato molti contatti con società francesi, svizzere e spagnole, oltre a studiare pacchetti promozionali per il soggiorno in Valle d’Aosta spalmato in più giornate.

Da torinese quale sono, da subito ho spinto per il nuovo corso del torneo: dalla prima edizione il ‘Valle d’Aosta’ e la Valle d’Aosta mi sono entrati nel cuore, ho conosciuto persone fantastiche e credo che i valdostani meritino un torneo interamente colorato di rossonero”. “Per la parte organizzativa nei vari campi di tutta la Valle d’Aosta – spiega Mauro Grange, responsabile della logistica -, cambierà assolutamente nulla. Ho già avuto contatti con molte società che ci aiutano nell’organizzazione e mettono a disposizione le loro strutture, e tutti hanno accolto con favore la decisione di slegarci dai marchi internazionali. Stiamo già pensando a delle novità da proporre per la prossima edizione, su tutte quella di portare il Trofeo Valle d’Aosta in comuni che non sono mai stati interessati dalla manifestazione”.

(Il logo del Trofeo Valle d'Aosta Calcio Giovanile 2019)

“La segreteria – commenta Paola Empereur, vice presidente del Comitato organizzatore -, dalla contabilità alle sistemazioni alberghiere, dai trasporti a tutta la modulistica, ha proseguito il lavoro senza intoppi. Per questo delicato aspetto del torneo la denominazione conta relativamente, se non per l’espletamento delle pratiche burocratiche. Credo che la decisione presa nel Direttivo sia quella più giusta; il torneo in sette anni è cresciuto in maniera esponenziale, grazie soprattutto al lavoro di un’intera regione, dalle società calcistiche ai volontari, dalle figure professionali a tutte le strutture ricettive coinvolte. Più volte i nostri ospiti hanno sottolineato come nelle loro regioni mai avrebbero potuto vivere un’esperienza del genere, perché sarebbe stato molto difficile far convivere tante realtà con un unico unico progetto: hanno sempre ammirato il lavoro d’insieme di una regione intera”.

red. spr.

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