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CALCIO | 22 agosto 2019, 17:31

Calcio: Dalla Uisp alla B in cinque anni; Ezio Rossi del PDHAE 'Orgoglioso di Messias'

Junior Messias

Junior Messias

Anno 2011: Junior Messias, ragazzo 20enne brasiliano che lascia la sua patria per fare fortuna in Italia, è a Torino. Fa il corriere di elettrodomestici, vive nel quartiere di Barriera di Milano. Gioca in Uisp nello Sport Warique, la formazione della comunità peruviana.

Anno 2019: Junior Messias in serie B al Crotone. Tutto vero. Un sogno realizzato in 5 anni.

Abbiamo già scritto e raccontato la storia di questo fantastico ragazzo, ma questa volta le parole e le didascalie sull'avventura calcistica di Junior Messias sono di un grande allenatore, Ezio Rossi.

E' stato proprio Ezio Rossi, ex Toro ed attuale allenatore del Pont Donnaz, a scoprire il suo talento nel 2015 portandolo con sè in Eccellenza al Casale, vincendo una grande scommessa (Messias segnò 21 gol) e permettendo al brasiliano di poter iniziare la scalata al grande calcio: Chieri, Pro Vercelli, Gozzano tra serie D e C. Solo cavilli burocratici legati al tesseramento di giocatori extracomunitari hanno impedito a Messias di esprimersi nelle serie più alte, dove molti club, come il Crotone, lo stavano già cercando.

Adesso è arrivato il grande momento e Messias ha giocato la gara di Coppa Italia tra Crotone e Sampdoria. Ezio Rossi lo ha visto giocare e ha scritto su Facebook: "Accendo la Tv c’è Crotone Sampdoria, e mi sento orgoglioso di aver aiutato un ragazzo a rincorrere il suo sogno. Un sogno a cui questo ragazzo aveva smesso di credere.
Quattro anni fa giocava nel campionato UISP, poi, fiero di dire, sono arrivato io...
E fossi una squadra di A lo seguirei attentamente...Valter Junior Messias

Da: sport.sky.it

“Oggi, dopo tanti sacrifici, può finalmente dire però di aver centrato il suo obiettivo: ha firmato per il Crotone e giocherà nella serie cadetta. Un premio strameritato per chi, nel lontano 2011, è approdato in Italia con una valigia piena di sogni. Desideri che, a dispetto di una tecnica di alto livello, ha dovuto inseguire a lungo prima di vederli realizzati. È partito dal Brasile - dove è cresciuto nel villaggio di São Cândido e giocato per l'Ideal, fino ad arrivare alla terza serie del Mineirão - per raggiungere il fratello a Torino e giocare nel calcio che conta. La realtà che si è trovato di fronte si è rivelata, invece, ben diversa e, sempre a causa dell'assenza del passaporto comunitario, è finito nella "Barriera di Milano", un quartiere della città piemontese. Il campo non bastava, c'era bisogno di lavorare per mantenere lui e la famiglia, composta da moglie e due bambini. E allora il talento verdeoro è stato costretto a lavorare come fattorino di elettrodomestici porta a porta.
ll lungo percorso
Nel frattempo non ha smesso di inseguire il suo obiettivo con il pallone, ma si è dovuto accontentare delle serie minori e si è aggregato allo Sport Warique, la formazione della comunità peruviana, nel campionato amatoriale Uisp. Anni di fatica, fino a quando nel 2015 Ezio Rossi non si è accorto di lui. L'ex calciatore granata, in quel periodo allenatore volontario in una squadra di rifugiati che partecipava all'Uisp, non ha potuto metterlo da subito sotto la sua ala protettiva e gli ha consigliato di rivolgersi al Fossano per un primo salto di qualità. Niente da fare, perché "lo stipendio offertomi non era sufficiente a mantenermi". La svolta è arrivata, così, con l'insediamento di Rossi sulla panchina del Casale. Trasferimento in Eccellenza andato a buon fine, 21 gol in campionato e promozione centrata in Serie D, prima del passaggio al Chieri.”

Michele Rizzitano

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