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ALTRI SPORT | 13 agosto 2019, 20:05

Boxe: Le 16 corde in Valle d’Aosta sono misconosciute

Boxe: Le 16 corde in Valle d’Aosta sono misconosciute

Sparite la fame e la povertà sta scomparendo anche la boxe? Non proprio. Ma sicuramente e misconosciuta. In Valle possiamo contare su bravi ragazzi che si confrontano con olimpionici, abbiamo Guanti d’Oro. Ma tutto questo lo dobbiamo, soprattutto, alla passione di Angelo Scapin che sforna, pur nella limitatezza del bacino, pugili di cui andare orgogliosi.

E se la boxe in Valle d’Aosta è misconosciuta la  responsabilità è da ascrivere alla Comitato Piemonte Valle d’Aosta della Federazione pugilato, guidata da Giovanni Dileo. Quando si parla di Nobile Arte oramai è ricordo che si sta sbiadendo. Pochi si ricordano dei Patruno, dei Cottino, dei Zambon, dei Strada, dei Bizzotto, degli Scapin Sangue, sudore, rispetto. Il pugilato è senza dubbio uno dei più antichi e noti sport da combattimento.

Oggi quando si parla di boxe tornano in mente Muhammad Ali, Nino Benvenuti, Mike Tyson. Per il resto è buio pesto anche per il moltiplicarsi di sigle che hanno sminuito il valore   della boxe. Eppure praticando il pugilato andiamo ad aumentare la nostra consapevolezza corporea, la coordinazione, l’equilibrio; nell’allenamento si impara a controllare i movimenti, a scegliere il momento giusto per la difesa e poi per attaccare. Ma della boxe ne parleremo ancora.

pi.mi.

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