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SPORT INTEGRATO | 26 giugno 2019, 08:00

Lorenzo Marcantognini dal calcio amputati alle piste di atletica con tanto di record mondiale sui 400m

Lorenzo Marcantognini dal calcio amputati alle piste di atletica con tanto di record mondiale sui 400m

Sedici anni di Fano, quasi duemila follower tra FB e Instagram, personalità da vendere e già sei maglie sportive da indossare, tra marchi di società e tanto azzurro da far girare la testa. ‘Solo’ calciatore amputato fino ai Mondiali del Messico dello scorso anno - per i più esperti del mondo paralimpico- Lorenzo Marcantognini nel frattempo con discrezione seminava perle sulle piste di atletica. E pochi giorni fa a Grosseto ha fatto gridare lo speaker di gioia, quando a insaputa di tutti, anche sua, al Grand Prix di Atletica Leggera ha siglato il record del mondo sul giro di pista in 1:17.74, oltre due secondi sotto il precedente. “Non so nemmeno io come ho fatto. La mia specialità sono semmai i 100, 200 metri. Sui 400, quelli amputati come me sopra il ginocchio, già a metà gara perdono lucidità, equilibrio e coordinazione”. Infatti è arrivato barcollante e stremato, “ma il mio obiettivo era arrivare in fondo e l’ho centrato”. Brillantemente a dir poco, per uno che non nasconde l’ambizione: “Se non hai quella, non vai da nessuna parte”, dice.

La gamba sinistra fino a metà coscia gli è stata amputata a 2 anni, Lollo è nato senza la tibia e aveva difficoltà a camminare. “Non ho sofferto molto per la mia condizione: a quell’età non ricordi come si stava prima, diciamo che ho sempre pensato di essere nato con una gamba sola. Certo però crescendo mi sono accorto di essere diverso dai miei amici”. A scuola, il confronto era quotidiano: “nessuno me lo faceva notare, me ne accorgevo da solo, dalle cose di tutti i giorni. Loro salivano le scale di corsa senza doversi aiutare, o correvano in cortile, io non potevo. Ma ringrazierò sempre la mia famiglia per avermi aiutato a vivere tutto senza sofferenza e traumi”.

Dal 2015 indossa la maglia del GSH Sempione 82, per l’atletica, da un anno quella della FISPES Academy, fucina di talenti in erba della Federazione paralimpica, che alleva campioni e stelle di domani. Quella dell’ASD Nuova Montellabate qualche anno prima, e la indossa durante il Campionato di calcio. “E’ vero mi sono travestito e vestito di tante maglie, ma quelle azzurre danno sempre un orgoglio particolare”. E in due sport diversissimi: “il calcio giocato con le stampelle, che ti fanno sentire libero, senza arti artificiali, l’altro con la protesi da corsa che ti fa sentire libero dall’altro verso, di stare in piedi da solo e correre di nuovo”.

La maglia di Art4Sport è arrivata nel 2012 insieme al ciclone Bebe, che con la sua Onlus gli ha fornito la protesi del record mondiale e soprattutto fatto conoscere il suo idolo, Del Piero: “Sono juventino da sempre e il calcio mi scorre nel sangue, dalle partite in TV con papà quando avevo 7 anni ad oggi, che lo pratico con le stampelle. Di Alex non saprei dire un solo pregio, che brividi conoscerlo! Difficile trovare oggi tanta qualità tutta insieme, se devo sognare io vorrei avere la sua stessa qualità umana e in campo, la sua correttezza sempre”.

Calciare il pallone in acrobazia è adrenalina pura, per Lollo, che ha abbracciato la Nazionale nata da un annuncio su FB di capitan Francesco Messori nel 2012. A questo sport pensa d’istinto, se un giorno dovesse scegliere una sola strada. “Sì sono nato a novembre, ma la maglia numero 11 l’ho indossata la prima volta per caso, poi ora è diventato il mio numero portafortuna. Dei Mondiali del Messico ricordo il caldo torrido, e che così lontano da casa mi sentivo su un altro pianeta. Una trasferta così ti trasforma. Purtroppo non ho fatto neanche un goal, ma diciamo che ho giocato per la squadra”. Le date del calcio sono tutte cerchiate di rosso, sul suo calendario. “Dopo la trasferta a Vicenza per il Campionato Italiano, avrò un raduno azzurro a luglio, l'amichevole con la Germania ad agosto, il 6 Nazioni a Varsavia a settembre”.

A tempo perso, Lollo frequenta pure l’istituto Tecnico Commerciale Cesare Battisti di Fano. La scuola? “Per ora mi godo il fatto che sia finita, aspetto gli scrutini e su eventuali debiti non mi pronuncio, diciamo che vado forte giusto in educazione fisica e informatica, quella devo dirla per forza, è l’indirizzo che ho scelto…”. Poche le vacanze, a differenza dei compagni, ma va bene così se hai tanta voglia di arrivare. “Ho partecipato ai Giochi senza Barriere di Bebe a Roma e  il 28, 29 e 30 giugno sarò in Finlandia per i Giochi Paralimpici Giovanili. Sarò iscritto forse ai 200 e 400m”.

Nel 2020 sono in programma a Cracovia gli Europei di Calcio Amputati. Ma c’è da scommetterci, Lorenzo Marcantognini sarà anche il più giovane azzurro sul volo per Tokyo 2020 “non so, a parte fare i tempi minimi, poi è la Federazione a doversi esprimere anche in base agli slot che avrà l’Italia per l’atletica. Certo che se fosse avrei fatto bingo, alla mia età!”.

 

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red. spr.

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