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La tsachà | mercoledì 26 settembre 2018, 12:00

Tifo e tifosi

Tifo e tifosi

Non c’è luogo al mondo in cui l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio. Lo ha scritto Albert Camus. Ma io sono più d’accordo con lo scrittore, giornalista e saggista spagnolo Javier Marías quando dice: L’ideologia, la religione, la moglie o il marito, il partito politico, il voto, le amicizie, le inimicizie, la casa, le auto, i gusti letterari, cinematografici o gastronomici, le abitudini, le passioni, gli orari, tutto è soggetto a cambiamento e anche più di uno. La sola cosa che non sembra negoziabile è la squadra di calcio per cui si tifa.

Infatti gli spalti delle partite di calcio, in particolare le curve sono un esempio da non seguire. Sull’inciviltà messa in mostra da tanti tifosi di calcio ho già scritto in occasione del Torneo di calcio Snoopy dove genitori insultavano i ragazzini in campo e gli arbitri che hanno l’età dei loro figli.

Da alcune settimane, in diverse città italiane, sono in corso le fasi del campionato del mondo di pallavolo, dove è impegnata anche la nostra nazionale con buone possibilità di ben figurare. Assistere alle dirette è un piacere. La tifoseria si fa sentire gioiosamente incitando la propria squadra senza mai insultare o offendere gli avversari o gli arbitri. Anzi.

Le decisioni degli arbitri sono accolti da boati di condivisione da parete della tifoseria dell’una o dell’altra squadra. Ma mai un fischio mai una contestazione. La stessa cosa vale per i tifosi del ciclismo e di tanti altri sport come l’hockey su ghiaccio. Ma perché il tifoso del calcio è così diverso? La risposta l’ha data Eugenio Montale che scrisse: “Dallo stadio calcistico il tifoso retrocede ad altro stadio: a quello della sua stessa infanzia”. O forse ha ragione il grande allenatore Vujadin Boskov che disse: “Se uomo ama donna più di birra gelata davanti a tv con finale champions forse vero amore, ma non vero uomo”.

Forse è meglio essere veri uomini comportandosi civilmente allo stadio. La differenza tra le diverse tifoserie è che il tifoso del calcio scarica le sue tensione guardando una partita. Gli altri tifosi si vogliono invece gustare, indipendentemente dal risultato, l’evento sportivo.

I tifosi esagitati non capiscono che la loro condanna è il comportamento non equilibrato.

piero.minuzzo@gmail.com

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