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La tsachà | mercoledì 12 settembre 2018, 12:00

Sport&Sport

Sonia Sopranzi, dottoressa  in Scienze dell’esercizio fisico e dello sport Il valore sociale dello Sport, ha pubblicato oggi un articolo incentrato sulla scelta consapevole dello sport da praticare. E' una lucida analisi ricca di suggerimenti dalla quale traspare che lo sport non è solo uno spettacolo ma anche un grande fatto sociale.

La pratica sportiva corretta produce salute, benessere, crescita cognitiva, inclusione sociale, relazionalità, rispetto e buon uso delle risorse ambientali. Mai come in questi giorni nei quali la Valle è teatro del Tor des Geants, una gara estrema per pochi alla quale partecipano in molti si colgono quei segnali di solidarietà, condivisione tra atleti, volontari e personale medico.

A tanta fatica, però, corrisponde però altrettanta sedentarietà. L’Italia è ai primissimi posti in Europa per la popolazione completamente sedentaria ( 40%). Sedentarietà determinata anche fa fattori economici perché la pratica sportiva pesa per la maggior parte sulle famiglie.

I nostri assessori alla Sanità, all’Istruzione e allo Sport dovrebbero darsi un obiettivo:  mettere in attività quei circa 7.000 valdostani pantofolai tra i quali anche moltissimi giovani e altrettanti anziani. E’ quindi necessario l’aumento delle ore di educazione fisica, ma soprattutto una revisione dei tempi e degli spazi della scuola pubblica, per educare a stili di vita attivi e introdurre progressivamente, senza esclusioni basate sulla prestazione, la pratica sportiva, anche agonistica.

C’è chi ha suggerito che la scuola “deve diventare una agenzia di formazione fisica e sportiva, aperta con i suoi impianti al territorio”. E’ però necessario che la scuola valdostana possa avvalersi di nuovi e preparati insegnanti e consulenti laureati in scienze motorie. Il governo ha introdotto con la legge di bilancio nell’organizzazione di tutto lo sport dilettantistico l’impresa lucrativa. Una proposta sbagliata e pericolosa, sia per lo sport a competizione regolata, che per lo sport per tutti alla quale il governo valdostano dovrebbe porre rimedio.

Un partito politico ha proposto di “prevedere e finanziare nel quadro della prevenzione un pacchetto di azioni per la lotta alla sedentarietà in tutte le fasce d’età. Promozione di attività sportive per bambini e famiglie in orario extra scuola, per gli adulti in orario extra lavoro, programmi di attività fisica e sportiva adattata alle caratteristiche e alle fragilità della persona, in particolare per le persone anziane”.

Una proposta assolutamente condivisibile. La questione è che chi gestisce le politiche in materia non pare all’altezza di affrontare problematiche tanto complesse quanto semplici da risolvere se si agisce con buon senso e progettualità.

Perché non valorizzare l’associazionismo sportivo di base che opera grazie al volontariato degli associati? E’ indiscusso che, come ha detto qualcuno, “il valore sociale di questo enorme spiegamento di energie non viene adeguatamente valorizzato: l’organizzazione del sistema sportivo, delegata al Comitato Olimpico, premia il risultato sportivo delle Federazioni e trascura sia la funzione promozionale che quella sociale”.

Servono più fondi per le associazioni base oggi strangolate da balzelli per gli accessi alle strutture e alle infrastrutture sportive. Basta a chi vive alle spalle dello sport di base.

Accessi liberi ai luoghi deputati alla pratica sportiva sociale perché bisogna distingue chi pratica lo sport per i risultati e chi lo pratica per la prevenzione, la salute e la cittadinanza.

piero.minuzzo@gmail.com

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