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La tsachà | 22 agosto 2018, 12:00

Esaltate ma poco praticate

Esaltate ma poco praticate

Iniziano i campionati di calcio. Riaprono le scuole. Riprendono le lezioni, anche quelle di quella che un tempo si chiamava educazione fisica. Rimangono al palo le lezioni di educazione civica che con il ‘fair play’ è un tutt’uno.

Già; il fair play. Forse a molti è sfuggito il significano ed il valore profondo della parola inglese che in italiano è: Corretteza.

Già! Educazione civica e correttezza sono molto esaltate e richiamate ma poco praticate. Giustamente c’è chi sostiene che il fair play nello sport, ed in particolare nel calcio, è cosa per pochi.

Qualche giorno fa i social sono insorti quando Paulo Dybala, giocatore della Juventus, ha esultato per un goal (che è stato poi annullato) mentre il portiere avversario era a terra con il setto nasale rotto. Una persona gli ha scritto: “Non mi e' piaciuto quando con Sorrentino a terra, tu hai alzato le mani per esultare per il gol poi annullato, da te Paulo non me l'aspettavo". E Dybala non ha esitato a fare mea culpa: "hai ragione! Non mi sono reso conto nel momento. Ho sbagliato".

Il fatto è stato sottolineato anche da Moreno Rossin – padre di un figlio ottimo giocatore di tennis negli Usa – nella sua rubrica Caffè Roma. L’esultanza fuori luogo di Dybala, è solo un esempio, è la conferma che l’ aspetto competitivo può annebbiare il concetto di fair play. Ma questo avviene quando si perdono di vista, perché non si insegnano, gli altri aspetti legati allo sport e quando si persegue la vittoria a tutti i costi.

E' quindi fondamentale l'atteggiamento dei docenti, degli allenatori, dei tecnici, dei dirigenti, degli adulti vicini ai giovani che praticano sport.

Ma manca anche la scuola che ha fatto uscire l’educazione civica, la correttezza e la sportività dalla porta e ha chiuso le finestre per non farle rientrare.

C’è da augurarsi che l’assessore regionale alla pubblica istruzione, Paolo Sammaritani, avvocato ma soprattutto persona per bene, educata, a modo, prestata alla politica, sappia far valere i valori che gli appartengano e introduca – per quanto possibile – progetti scolastici che sviluppino il senso di educazione civica, correttezza e sportività nei giovani. Cosa che non hanno fatto i suoi predecessori.

Essere moralisti sui social è facile, come è altrettanto facile essere cafoni, zotici e insolenti.

Gli adulti e gli educatori devono dare l’esempio sempre. Soprattutto coloro che hanno a che fare con i giovani. Perché se da una parte suggeriscono di divertirsi, ma poi diventano dei barbari quando il risultato atteso non viene raggiunto, allora trasmettono valori negativi.

Sarebbe buona cosa ricordare il pensiero di Nelson Mandela sul valore dello sport: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni”.

Per il momento tutto questo lo sta facendo la Fédérachon Esport de Nohtra Téra (Fent) Federazione valdostana per sport popolari, che nelle scuole mantiene viva per quanto possibile la cultura e la tradizione della Valle d’Aosta. Tant’è che nei fari campionati e tornei di sport popolari rarissimamente si registrano fatti incresciosi.

Suggerimento non richiesto: negli spogliatori, nelle palestre, negli stadi ed in tutti gli ambienti sportivi esporre uno striscione che ricordi il valore dello sport, ricordando ancora le parole di Mandela riferite allo sport: “Gli eroi che sono vicini a me sono un esempio di questo potere. Sono valorosi non solo in campo, ma anche nelle loro comunità, locali ed internazionali. Sono campioni, e meritano di essere mondialmente riconosciuti come tali. (…) La loro eredità sarà quella di lasciare un mondo dove le regole del gioco sono uguali per tutti, e il comportamento è guidato dal fair play e dalla grande sportività”. (Nelson Mandela, Laureus World Sports Awards, 2000).

piero.minuzzo@gmail.com

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