La tsachà | sabato 15 dicembre 2018 19:18

La tsachà | mercoledì 08 agosto 2018, 12:00

Ciclovie e ztc

Ciclovie e ztc

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero per i Beni e le attività culturali e il Ministero delle Politiche agricole, ha dato il via libera al decreto interministeriale che sblocca oltre 161 milioni di euro per la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche. La ciclovia coniuga sport e cultura, salute e benessere fisico. Ma contribuisce anche al risanamento urbano e ambientale.

La Valle d’Aosta mette a disposizione circa 120 chilometri di tratti di ciclabili. Per questo il decreto ha destato grande curiosità il decreto che non sfiora minimamente la nostra regione nonostante si tratti di un importante investimento per il destino economico di tante aree del Paese che punta su opere in perfetta simbiosi con il territorio circostante, sulla mobilità sostenibile e in particolare la ciclabilità.

Il decreto in questione ripartisce nel quadriennio 2016/2019 161.780.679,56 euro per la costruzione di piste ciclabili turistiche. Per la ripartizione delle risorse per gli anni dal 2021 al 2024 il Ministero si impegna a procedere con un successivo decreto, individuando per ciascuna ciclovia ulteriori progetti che rispondano ai criteri qualitativi previsti. Scorrendo i progetti di fattibilità si va dalla ciclovia del Sole (Verona-Firenze), della ciclovia del Vento (Venezia-Torino), della ciclovia dell’acquedotto pugliese e del GRAB di Roma. Alle piste già citate si aggiungono quelle del Garda, della Sardegna e della Magna Grecia; e poi la ciclovia Tirrenica, la ciclovia Adriatica e la Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia.

E la Valle d’Aosta?

La Valle d’Aosta dimenticata. Bisogna andare ai tempi di Flavio Serra, assessore comunale di Aosta, che da sportivo impegnato a livello dirigenziale ne aveva capito l’importanza. L’ultimo riferimento alle piste ciclabili riguarda, infatti, un finanziamento di circa 3 milioni di euro di fondi europei per il completamento di alcuni collegamenti e per sviluppare nella Plaine di Aosta la mobilità sostenibile.

Per il resto buio pesto. Ma il buio è ancora più pesto se si pensa che per ritardi di vario genere quei soldi stanno tornando al mittente. Tutto questo a dimostrazione che disponiamo di una classe politica scarsamente attenta alle politiche dello sport e poco sostenuta dalla burocrazia. Sport che non è solo agonismo ma anche benessere fisico, salute e crescita culturale.

Mentre a livello nazionale si sta realizzando un sistema nazionale delle ciclovie, che non tocca al momento la Valle d’Aosta, la nostra regione non è in grado di creare un sistema regionale.

E così chi ama muoversi in bicicletta o svolgere attività amatoriale deve rischiare di farsi arrotare da auto e camion. Per non parlare della totale assenza di piste ciclabili nella città di Aosta. Si fanno progetti per la ‘bici condivisa’ ma non si danno spazi adeguati per la mobilità urbana sulle due ruote.

Sempre e comunque viene privilegiata la mobilità in auto. E quando si pensa di istituire le Ztl, le zone a traffico limitato per favorire la pedonalizzazione, mai si pensa alle Ztc, le zone a traffico ciclabile. Basti pensare che anche quando si pensa alle pedonalizzazione, come è accaduto ad Aosta per Piazza Arco d’Augusto, succede che la sperimentazione parta in ritardo perché sprovvisti di vernici per la segnaletica orizzontale.

Ciclovie e Ztc in VdA e ad Aosta sono una chimera.

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

In Breve

giovedì 04 ottobre
I soliti imbecilli
(h. 12:00)
mercoledì 26 settembre
Tifo e tifosi
(h. 12:00)
mercoledì 19 settembre
Turismo sportivo
(h. 12:00)
mercoledì 12 settembre
Sport&Sport
(h. 12:00)
mercoledì 05 settembre
Salto nel vuoto
(h. 12:00)
mercoledì 29 agosto
Sport&Sponsor
(h. 12:00)
mercoledì 22 agosto
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore