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La tsachà | mercoledì 25 luglio 2018, 12:00

Sport reietto

Sport reietto

Di cosa voglia fare la Giunta regionale guidata da Nicoletta Spelgatti poco si sa. Meno ancora si sa cosa passa per la testa dell’assessore regionale allo sport Claudio Restano. Il vuoto è pneumatico se si cerca di interpretare le politiche dell’assessore alla scuola Paolo Sammaritani. Si va a vuoto anche tentare di capire cosa intende fare l’assessora alla sanità Chantal Certan per valorizzare lo sport come strumento di prevenzione e salute.

Eppure lo sport è uno dei capisaldi per l’educazione ed il rilancio e culturale al servizio delle giovani generazioni. Infatti, in America, lo sport è un elemento fondamentale della cultura americana, tanto che il sistema universitario americano si fonda sul binomio sport e cultura. Le prime due università a dotarsi di una sezione sportiva e sfidarsi furono Harvard e Yale nel 1852. Da lì a poco nacquero le "Intercollegiate athletics", l'associazione che riunisce tutte le università americane, dalle "Ivy legue" ai college più piccoli.

Certo la Valle non è l’America, anche se è stata il paese del bengodi. Ora la Petite Patrie è diventata una Valle di lacrime a maggior ragione chi è nella stanza dei bottoni dovrebbe pensare allo sport come mezzo per la crescita sociale. Un mezzo per evitare lo sbandamento dei giovani.

Un mezzo per elevare la cultura scolastica. E sì perché si dovrebbe partire proprio dalla scuola dove l’educazione fisica atletica, salvo rarissimi casi, è diventata un riempitivo di un orario didattico privo di obiettivi.

I Giochi della Gioventù, un tempo, ai tempi di Ilario Lanivi, presidente del Coni con Clement Alliod dinamico segretario, erano il fiore all’occhiello della Valle d’Aosta. Oggi quei giochi non ci sono più ma il problema è che c’è poco altro. Tutto viene lasciato all’arbitrio delle Istituzioni scolastiche, che se del caso si attivano per la volontà di qualche insegnante di motoria,  e delle varie Federazioni.

Onore al merito alla Fédérachon Esport de Nohtra Téra (F.E.N.T.), associazione sportiva nata nel 1974 che ha per finalità la tutela, la promozione, lo sviluppo e lo studio dei giochi e degli sport tradizionali presenti sul territorio della Regione Autonoma Valle d’Aosta. La F.E.N.T. riunisce, coordina e sostiene le associazione dei giochi Fiolet, Moura, Palet, Rebatta e Tsan, e che nel suo piccolo svolge un’intesa attività nelle scuole diffondendo così anche il patois.

Scorrendo il sito del Coni si scopre che la Valle d’Aosta è l’unica regione italiana a non avere una Scuola dello Sport. Eppure le Scuole Regionali dello Sport sono deputate, sul proprio territorio, all’attività di formazione, documentazione, ricerca e diffusione culturale in ambito sportivo.

Hanno come riferimento la Scuola dello Sport del Coni per le linee scientifiche, didattiche e metodologiche, i contenuti ed i programmi delle attività. Forse in Valle troppo si è pensato agli sport invernali e poco agli altri sport (salvo mettersi a posto la coscienza erogando contributi a pioggia, quando c’era la disponibilità finanziaria, ndr.) che pure, anche se non esprimono grandi campioni come quelli cresciuti nell’Asiva, che sono comunque discipline che hanno un alto valore formativo, educativo e culturale.

Ma se in nostri massimi responsabili della politica valdostana sono privi di idee, di progetti di cultura sportiva poco possono fare per lo sport. E allora siano le Federazione ed il Coni ad incalzare coloro che sono bravi a spedire telegrammi di congratulazioni e stringere le mani ai campioni e nulla fanno per i ragazzini e le ragazzine.

Lo sport dove essere una scuola di valori per i giovani e strumento generatore di reddito ma anche in Valle è vittima della decadenza politica e culturale che sta colpendo la nostra Petite Patrie, mentre dovrebbe essere una fonte di salvezza e benessere, un mondo dove rifugiarsi in tempi di crisi e negatività come quello che stiamo attraversando. Già ma il proverbio ci ricorda che il pesce…

Ma la speranza è l’ultima a morire.

piero.minuzzo@gmail.com

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